Contro gli abbonamenti dei giornali, la protesta degli edicolanti

Lo Statuto Sindacato Nazionale Giornalai d'Italia (SI.NA.G.I.) per la prima volta partecipa ad un evento del genere. Ecco per cosa protestano.

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A via Piemonte si sono ritrovati gli edicolanti per una manifestazione autorizzata davanti alla FIEG, contro il disagio che i giornali rendono alla distribuzione con le cartoline per abbonamenti degli stessi, che svendono il prezzo di copertina.

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Tanti i sacchi colmi di cartoline d'abbonamento portati alla sede della Federazione Italiana Editori Giornali (FIEG) a cui aderiscono le aziende editrici di giornali quotidiani e periodici e le agenzie nazionali di stampa.

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Gli edicolanti ci mettono la faccia, il cuore. Si battono per non far scomparire l'antica tradizione del proprio lavoro. I giornali le provano tutte per vendere ancora qualche copia. Chi ha ragione?


Sono in tanti a chiedere un bilancio di come è andata la protesta. Ecco cosa ci scrive in una nota, una edicolante:

Come quasi tutti sapete la giornata si è divisa in due tronconi
1° DEPOSITO SACCHI CARTOLINE IN FIEG
2° Incontro di una piccola delegazione in COMPARTIMENTO EDITORIA e INFORMAZIONE
Ore 14,00 - in FIEG non era presente il Direttore Generale CAROTTI per improvvisi impegni a Torino (eravamo già stati avvisati) ma in ogni caso l’abbiamo ritenuta una mancanza di rispetto nei nostri confronti, e non ci siamo lesinati a urlare “siete vergognosi!” al povero funzionario di turno che si è dovuto diligentemente subire le ingiurie di tanti. E' stata comunque consegnata la lettera con le motivazioni della nostra protesta/boicottaggio (che richiedevano la GESTIONE DEGLI ABBONAMENTI IN EDICOLA e una ATTIVAZIONE PER INCONTRI DI STIPULA X UN NUOVO CONTRATTO NAZIONALE.

Anche lo spargimento per terra di tutte le cartoline, l’abbiamo ritenuto in fondo ininfluente, e quindi dopo una chiara richiesta da parte del funzionario, con la preghiera di NON GETTARLE per terra, gli abbiamo fatto promettere di attivarsi al massimo per dare il messaggio a Carotti, che NOI LUNEDI 14 LUGLIO ritorneremo in FIEG e che cercheremo e vorremo parlare col Direttore Generale.

Facciamo presente che erano presenti degli agenti DIGOS per evitare eventuali disagi, ma eravamo muniti di concessione nullaosta. Il bilancio possiamo definirlo positivo per l’impatto di immagine. E' stata messa in programma già da questa sera una BOZZA di AZIONI FUTURE, DECISAMENTE PIU’ ORGANIZZATE E CON OBIETTIVI PIU’ MIRATI. Non appena si rimetterà in atto un COMITATO ORGANIZZATORE, si sapranno le modalità.

Ore 15,30 - al termine della protesta in FIEG una piccola delegazione è andata a piedi al COMPARTIMENTO EDITORIA e INFORMAZIONE. Anche in questo caso, cambio di programma: non più ROBERTO MARINO, ma dal Segretario IANNELLI (in questo caso però un funzionario che sapeva di cosa si stava parlando). Abbiamo fatto le nostre richieste, ci sono state fatte domande tecniche e ne abbiamo spiegato i perché e le distorsioni editoriali (Abbonamenti – Prodotti al 18,77% anzichè 24% – PANINI – COMPIEGATI e ALLEGATI). Sappiamo benissimo che al Governo non interessa granché l’aspetto tecnico, ma lo abbiamo fatto per metterlo dalla nostra parte e portarlo al ragionamento che:
1° necessitiamo di un Contratto Nazionale scaduto da 10 anni.
2° il contratto anche se decrepito NON viene rispettato.

Sotto varie forme e da diversi di noi partiva sempre l’unica richiesta per cui eravamo lì: “può il Governo convincere/imporre/consigliare FIEG a sedersi per un tavolo di concertazione con le parti?” la sua risposta, quasi riluttante e tirata con le pinze è stata alla fine un: “si! Il Governo avrebbe la possibilità di fare Moral Suasion con FIEG”.

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