Castelli romani ancora senza ospedali e con l'acqua al cianuro. Nessuno ne parla

ariccia

Ai Castelli, nella Tuscia, nell'Agro Pontino c'è l'aria buona, si dice comunemente (sottintendendo buon vino e buona cucina). Ma forse di buono c'è rimasta solo l'aria, verrebbe da pensare leggendo i periodici resoconti che arrivano dai tanti Comuni dell'hinterland romano.

Chi ha conoscenti nelle località dei monti della Tolfa, ad esempio, sa da tempo che chi ci abita da tempo a preso l'abitudine, per fare un piatto di pasta, di usare acqua minerale (o una delle tante macchinette che la depurano automaticamente).

Il motivo? La presenza di cianuro, che porta al rischio cancro e a pericoli immediati gravi per la salute di donne incinte e dei feti. La beffa è che l'ordinanza che ha portato metaforicamente a "chiudere i rubinetti" in questi Comuni (92, per la precisione) viene dall'Unione Europea.

Che ora sta indagando sul perchè il provvedimento non sia stato preso già da dieci anni, cioè dal primo avvertimento dell'Ue (risalente appunto al 2000) alle istituzioni italiane. Carenze gravi riguardano anche il comparto della sanità, in queste zone, e in particolare a Velletri, Marino, Frascati, Albano e Ariccia (distretto RmH).

Continuano, nel silenzio pressochè totale a essere chiusi reparti ospedalieri importanti, e così ad esempio arrivano alle orecchie casi di partorienti costrette a migrare, per dare alla luce la prole.

Chiusura in vista, ad esempio per il reparto Ginecologia e Pediatria di Frascati, Velletri (dove già hanno tagliato Urologia) e Marino (dove però a ottobre dovrebbe nascere un super-pronto soccorso). Insomma nei dintorni di Roma nascere è sempre più difficile.

Foto | Flickr

  • shares
  • Mail