Il presidente di Google, Eric Schmidt a Roma a La Sapienza: turismo e cultura digitale

Incontro evento ieri a Roma, nell'aula magna della Facoltà di Architettura de La Sapienza: il presidente di Google, Erich Schmidt incontra il ministro dei Beni e delle Attività Culturali Dario Franceschini davanti agli studenti.

Il tema è molto delicato: Turismo e Cultura Digitale. Il mediatore è l'ottimo e preparato Luca De Biase. La platea è di quelle fra le migliori che si possano avere in Italia sull'argomento: giovani studenti.

Schmidt è un personaggio affascinante, amministratore delegato di Google dal 2001 al 2011 e da allora presidente del consiglio di amministrazione. La sua analisi è lucida, schietta, inesorabile.

E' molto raro che parli in pubblico. Per questo l'evento acquista subito un'importanza strategica non indifferente. Google sembra avere un piano preciso in testa: Digitalizzare il patrimonio culturale ed artistico italiano.

IMG_0361

Per fare questo occorre incontrare i nostri amministratori. In questo il ministro Dario Franceschini, visibilmente "lontano" dal tema reale dell'incontro. Perché il ministro, pur avendo a cuore la situazione, punta prima di tutto a recuperare strada, ed immagina giustamente di usare il web per promuovere l'enorme tesoro italiano sempre malamente trascurato.

"Il turismo ha bisogno del commercio elettronico ed è il settore in cui siamo più arretrati, con un processo di digitalizzazione delle imprese turistiche e con l'apporto delle startup è possibile creare 250mila impieghi, questo mantenendo arte e cultura al di fuori delle logiche commerciali"

Il problema è che qui abbiamo bisogna di gettare ancora le basi del "processo di digitalizzazione". Mentre si litiga invano sul "digital divide", perché di fatto questo è il vero problema italiano (la carenza di strutture per promuovere internet, non la mancanza di cultura, se non di fantasia digitale, che di certo ai ragazzi non manca), Big G già vede attraverso i suoi occhialetti la realtà aumentata che potrebbe sfruttare la miniera italiana.

Erich Schmidt pensa a Mountain View e punta diritto sulla piattaforma proprietaria con cui Google intende sostenere il made in Italy:

"L'Italia deve diventare digitale portando sul web le ricchezze culturali e ciò deve essere supportato dal mobile che ha un'alta penetrazione"

Mentre parla giocherella col suo smart phone e pone la domanda chiave, che il buon De Biase prova a sottolineare da un punto di vista etico: "si potrà vedere (a pagamento o meno) tutto quello che c'è nei musei su questo dispositivo?"

Ecco. Il nodo cruciale diventa ovviamente questo. L'Italia è la 5a destinazione a livello mondiale per numero di turisti stranieri. I "contenuti originali" che si trovano per concentrazione nel Bel Paese non hanno paragoni. Come vogliamo metterli online?

Impedire questo processo di globalizzazione digitale appare impossibile, si sa, ma forse bisognerebbe piazzare dei "pedaggi" determinanti. Ovvero localizzare e conservare la digitalizzazione qui, e non farsela portare in giro dagli dei del web.

L'industria del turismo genera un valore pari al 10,3% del PIL e crea occupazione per l'11,7% della forza lavoro italiana. Ma quanto potrebbe aumentare se ragionasse anche e soprattutto in termini interattivi?

Siamo in un grottesco ritardo: i turisti che arrivano utilizzando piattaforme di e-commerce sono il 26%, poco più della metà della media europea (49%). Solo poco più di 4 alberghi ogni 10 offre un sistema di prenotazione online.

Se si pensa poi che nella zona UE la cultura è il motivo per cui si spostano il 22% dei viaggiatori, mentre dall'Italia "escono" per gli stessi motivi il 31% dei turisti di casa nostra. Le destinazioni culturali più gettonate dai cittadini dei 27 Stati membri sono Francia, Spagna e solo in terza posizione l'Italia. Pazzesco.

unnamed (83)

Detto tutto questo, restiamo fiduciosi. Non solo per il decreto #artbonus, del ministero di Franceschini, che ci appare come una vera e propria rivoluzione fiscale nel sistema culturale italiano, ma perché restiamo aggrappati al sogno che su internet vinca ancora una forma di meritocrazia autentica, per cui saranno sempre gli utenti, infine a scegliere chi premiare. In viaggio e online.

by @RondoneR - Foto e video © by Rondone®

  • shares
  • Mail