Mausoleo di Romolo: riapre dopo 20 anni lungo la via Appia e il futuro parco archeologico

Una passeggiata nella storia di Roma, lungo la via Appia, dove il Mausoleo di Romolo riapre al pubblico e a visite senza prenotazione, dopo più di 20 anni nel futuro parco archeologico più grande del mondo.

Tra la millenaria storia di Roma che affiora lungo la Via Appia, c'è il Mausoleo di Romolo, edificato per custodire la prematura morte del giovane figlio dell'imperatore romano Massenzio, in quell'area che custodisce l'imponente Villa Imperiale, costituita essnezialmente dal palazzo, il circo di Massenzio ed il mausoleo dinastico, all’interno di un imponente quadriportico.

Un vasto complesso archeologico espropriato dal Comune di Roma nel 1943; ristrutturato in occasione delle Olimpiadi di Roma del 1960, e nel sistema dei Musei in Comune dal 2008, appena restauro dalle Ditte MBS e Angeloni, con la supervisione tecnico-scientifica della Sovrintendenza Capitolina, al costo di 873.000 euro.

Villa Massenzio

In questo modo dopo oltre 20 anni il Mausoleo della Villa Imperiale torna ad aprirsi al pubblico, per visite che non richiedono prenotazione, restituendo al progetto del "più grande Parco archeologico del mondo" un nuovo tassello del mosaico, e la passeggiata della storia inaugurata questa mattina dal sindaco di Roma Ignazio Marino, con il sovrintendente capitolino Claudio Parisi Presicce.

“Questo mausoleo racconta un po’ la nostra storia, la storia di questa via Appia che ci accompagna fino ai tempi più recenti con la famiglia Torlonia”. Ignazio Marino

Fu infatti il principe Giovanni Torlonia, ad offrire il suo appoggio al piano di sistemazione della via Appia Antica, con l’avvio per mezzo del Nibby (1825) alle campagne di scavo sistematico dell’area massenziana, mentre le numerose opere d’arte rinvenute in quell’epoca furono in gran parte incamerate nella collezione privata del palazzo di Borgo, e la tenuta sull’Appia fu trasformata in azienda agricola, sino al momento dell’esproprio (1943).

Una passeggiata nella storia che, il sindaco tiene a precisare, abbiamo recuperato, anche grazie alla

"manodopera costituita da condannati, ai quali il Ministero della Giustizia ha fornito apprendistato e un nuovo lavoro".

Foto | Flickr

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