A Roma crisi economica contenuta. Ma chi se ne è accorto?

roma di notte I dati ci incoraggiano, per carità: le imprese di Roma sono fra le più “vitali” d'Italia: nel biennio della crisi, 2009-2010, abbiamo perso solo il 2 per cento in produzione di ricchezza, come rileva l'assessorato al Commercio, grazie a commercianti, ristoratori, settore immobiliare e bancario e servizi alle imprese.

Oltretutto, l'export del Lazio cresce (secondo Bankitalia c'è “spazio per la ripresa”) con oltre 70 milioni di merci che in un anno viaggiano oltre confine. Eppure, la percezione comune non è così ottimistica: a Roma sembra esserci sempre meno occupazione, e i poveri che dormono in strada sono oltre duemila.

Il dato risulta dal rapporto Sant'Egidio, che focalizza il problema anche sul caro affitti che ci affligge (+160 per cento in pochi anni, siamo secondi solo a Venezia). Molti sono “nuovi poveri”, purtroppo, e più del 10 per cento dei romani sono in "sofferenza bancaria".

Segnali contrastanti, insomma. Ad esempio: il mercato turistico è in crescita, è vero. Ma ci sono canali e strumenti imprenditoriali idonei a valorizzare al meglio questa risorsa economica della città? La verità è che è difficile immaginare sul lungo periodo il futuro di una città così grande e in cui i segnali di ripresa, se ci sono, sono soggetti a una miriade di variabili non sempre controllabili.

Voi in che città sentite di vivere? Cosa vedete intorno a voi, girando per le strade di Roma? Che storie sentite raccontare, da chi è in cerca di lavoro?

Foto | Flickr

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