Piazza Vescovio: il monumento a Francesco Cecchin diventa una targa? La lettera aperta che chiede di dedicarla a tutte le vittime

Piazza Vescovio: il monumento a Francesco Cecchin diventa una targa. La lettera aperta che chiede di dedicarla a tutte le vittime

L'inaugurazione è prevista per domani mattina, ma il caso monta da giorni. Tutto è iniziato alla fine di aprile quando gli abitanti di piazza Vescovio nel quartiere Trieste si sono svegliati con un cantiere davanti agli occhi e un comunicato che spiegava i lavori per "la riqualificazione dello square centrale". Poi un cartello che annunciava la realizzazione di un monumento in memoria di Francesco Cecchin, l'estremista della destra romana, morto il 16 giugno 1979, vittima di uno dei tanti fatti di sangue che caratterizzarono la lotta politica di quegli anni.

Immediate le proteste della sinistra, delle associazioni partigiane e ieri, una lettera aperta è stata inviata al sindaco Alemanno. Tra i firmatari, nomi noti e meno noti - politici, registi, intellettuali, sindacalisti - tutti insieme per chiedere che l'area verde della piazza sia dedicata "a tutte le vittime della violenza politica", affinché il primo cittadino di Roma "si faccia promotore di azioni che portino beneficio comune, azioni che vadano mai a dividere e sempre ad unire la cittadinanza".

Il monumento intanto sembra sia stato 'convertito' in una targa, ma nessuna risposta sulla decisione definitiva. L'idea - oltre tutto - non è nuova. Già nel 2009 il sindaco aveva proposto di intitolare piazza Vescovio a Cecchin, approfittando di una delibera della Giunta comunale che, però, si limitava a una nuova denominazione ("Denominazione di nuove aree di pubblica circolazione. Estensioni, soppressioni e precisazioni di denominazioni stradali già esistenti", per l'esattezza).

La destra intanto (dal PdL alle associazioni come CasaPound Italia) applaude invece all'iniziativa e dissente fortemente con la proposta di chi ha firmato la lettera aperta ("stride con le tante strade e piazze di Roma dedicate a quelle che sono state definite ‘vittime della violenza fascista’", dicono da CasaPound). Domani verrà svelata la decisione finale. Noi ci chiediamo - e vi chiediamo - se questo tipo di commemorazioni ad personam sono davvero così necessarie.

Foto | via

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