Romanorum: il romano spiegato ai romani. I "polli di Trilussa", tra statistica e morale.

Romanorum: il romano spiegato ai romani. I "polli di Trilussa", tra statistica e morale.

Me spiego: da li conti che se fanno seconno le statistiche d'adesso
risurta che te tocca un pollo all'anno
e, se nun entra nelle spese tue, t'entra ne la statistica lo stesso
perché c'è un antro che ne magna due

Così raccontava Carlo Alberto Salustri (più noto con lo pseudonimo di Trilussa) il concetto di equità. Versi e un'ironia che fu la sintesi praticamente perfetta dello sguardo obliquo e disincantato che i capitolini gettano sulla loro città e sul mondo. "La Statistica" è poi diventata una esemplificazione di come questa scienza viene spesso male interpretata.

Tanto che i "polli di Trilussa" sono ormai citati per spiegare la differenza tra la statistica in generale e la media statistica. L'espediente poetico nasce dal fatto che mangiare pollo ai tempi di Trilussa era considerata cosa da ricchi: in pochi potevano permettersi la 'carne bianca'. Da qui lo sbeffeggiare la notizia del ritrovato benessere, grazie al quale tutti potevano avere in tavola un pollo all'anno.

Ma pè me la statistica curiosa è dove c'entra la percentuale,
pe' via che, lì, la media è sempre eguale
puro co' la persona bisognosa.

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