Tre grattacieli di Libeskind con vista sul nuovo stadio della Roma

Tre nuove torri grattacelo affiorano nel complesso del nuovo stadio della Roma, firmate dall'archistar Libeskind delle Freedom tower di New York.

Lo skyline della città eterna, tutto cupoloni di luoghi di culto e monumenti della sua storia millenaria, è difficile da scambiare con quelli delle grandi metropoli che guardano l'orizzonte di grattacieli persi tra le nuvole.

Al momento la torre più alta della capitale svetta a Roma Sud con l'Eurosky Tower dell'Eur, con i suoi 120 metri (155 con l'antenna di 35 m non abitabile) progettati dall'architetto Purini, affiancata dalla Torre Europarco di 120 metri progettata dallo studio Transit Design.

La lista di quelli in costruzione o in fase di approvazione, che vanno dalla dai 150 metri della torre Millennium di Richard Rogers, nota anche come Muratella per non far mistero dove dovrebbe sorgere, alla Business Forum Tower di 44 piani e 160 metri di altezza progettata dallo studio Jean Marc Schivo & associati s.r.l., sembra comunque destinata a crescere con le tre torri che dovrebbero sorgere nel complesso del nuovo stadio della Roma.

Tre grattacieli di oltre cento metri di altezza, destinati a diventare un centro direzionale per compagnie di tutto il mondo, opera di un'archistar decostruttivista del calibro di Daniel Libeskind, che vanta l'ampliamento del museo ebraico di Berlino, la Metropolitan University e la spirale del Victoria and Albert Museum di Londra, oltre alle Freedom tower di New York, epicentro emozionale del nuovo World Trade Center sorto sulle ceneri delle torri gemelle a Groud Zero, dopo l'11 settembre.

Un progetto ambizioso e a quanto pare segreto, edificato proprio a New York durante un cena tra il presidente statunitense della Roma James Pallotta, il project manager del futuro impianto, Luca Parnasi, e l'architetto Libeskind, invitato da questo per illustrare il progetto.

Segreto sino a quando l'americano Dan Meis non ha svelato l'esistenza di questo "attraction element" (fiore all'occhiello) per la zona circolare del "business park", sul lato Sud-Est dello stadio, circondata da 25mila metri quadrati di parcheggi e 40mila di verde, dove far confluire uffici di aziende locali e internazionali, costrette a traslocare, dal piano casa di Roma Capitale che punta a riconvertire gli uffici in spazi abitativi.

FBL-ITA-AS ROMA-STADIUM

Di certo in bell'incentivo per gli investitori degli spazi commerciali e quei "naming rights" che concedono il diritto di dare nome al nuovo stadio della Roma, in vendita per 1315 milioni all'anno, nell'area non priva di criticità. Una cifretta che Raptor di Londra avrebbe già offerto alla Etihad che ha appena acquisito Alitalia, ma la caccia è ancora aperta.

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