Turisti a Roma. Perchè affollare sempre i soliti monumenti?

trastevere Noi romani siamo abituati a considerare “il turista” una specie a parte. Che si muove in mandria attraverso percorsi preordinati, fissi, immutabili nei secoli. Ipnotizzato da monumenti, in balia di guide turistiche che sventolano vessilli, dipendente dalla macchina fotografica, che utilizza per compiere i soliti scatti dalle solite angolazioni. Immutabili.

Perchè il turista è un pellegrino laico che segue i soluti “tour” di Colosseo, Pantheon, Fontana di Trevi, piazza del Popolo e piazza Venezia. Si affaccia al Campidoglio e ai Fori Imperiali (perché sono di zona) e non si schioda dal centro storico. Già è tanto se arriva a santa Maria in Trastevere, in effetti.

Il libri di David Downie di cui abbiamo parlato recentemente (“Quiet corners of Rome”) coglieva secondo me il senso della voglia di un “turismo alternativo”, lontano dai soliti luoghi dei soliti tour.

Il libro è sintomo di un fenomeno secondo me più ampio: ovvero l'impossibilità di godersi le bellezze architettoniche della nostra città per il caos e la folla che le “assediano”, una sofferenza per chi vorrebbe farsi meravigliare dalle bellezze di Roma in santa pace, non sapendo quando avrà la possibilità di ritornare.

Immedesimiamoci in un turista costretto a viaggiare come una pecora stipata con le altre nei vagoni (non encomiabili per manutenzione) della Metro B, stretto come una sardina sulle scale mobili della fermata Colosseo e poi subito in fila per visitarne l'interno, affollato anche all'esterno, soprattutto da chi imbandisce allegri picnic sullo spiazzo erboso che dà su via dei Fori Imperiali.

Poi tutti in fila indiana al rallentatore a via del Corso, fra ambulanti abusivi sul marciapiede, gente (anche italiana) in giro per shopping, via fino a piazza del Popolo, passando prima per il Pantheon e piazza Navona naturalmente, dove ci si assiepa come piccioni sui gradini delle fontane (nel primo caso) o sulle balaustre delle stesse (nel secondo) dopo che è svanita la speranza di trovare una panchina libera.

La soluzione è forse quella di visitare Roma fra le quattro e le cinque del mattino, o appena dopo l'alba. Per motivi di lavoro personalmente sono passata in centro tantissime volte, e vi assicuro che vedere piazza del Pantheon deserta nella luce del mattino è qualcosa che mi toglieva il fiato ogni mattina.

Foto | Flickr

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