Lo schiaffo di Riccardo Muti ad Alemanno: il maestro rifiuta la cittadinanza onoraria di Roma


Uno schiaffo politico pesantissimo, un colpo all'immagine dell'amministrazione Alemanno duro da incassare: Riccardo Muti ha detto no, la cittadinanza onoraria di Roma, che gli era stata conferita solo ieri pomeriggio, lui non la vuole. Per quale motivo? Muti avrebbe trovato "francamente spiacevole la bagarre scatenata su questo argomento in Consiglio comunale. Gli echi che mi sono arrivati da Roma sulla questione li ho trovati patetici e desolanti". E non ha torto.

Il gran rifiuto è stato lanciato dalle pagine de Il Messaggero. Ma per capire cosa sia successo bisogna fare un piccolo passo indietro quando, la settimana scorsa, il conferimento della cittadinanza a Muti era saltata una prima volta a causa dell'assenza, non casuale, del gruppo dei cosidetti Rampelliani in Consiglio comunale, al momento del voto. E chi sono i Rampelliani? Si definiscono così i consiglieri che si riconoscono nella corrente di uno dei colonnelli romani del Pdl, Fabio Rampelli (uno dei candidati a sindaco per il Pdl a Roma 3 anni fa). La corrente, a livello nazionale, annovera il ministro Meloni, a livello romano 4-5 consiglieri tra cui il presidente della commissione Cultura, Federico Mollicone.

Da tempo, e per la precisione dal rimpasto con il quale Alemanno ha fatto fuori un assessore rampelliano e stoppato le ambizioni di altri papabili della corrente, i rampelliani hanno dichiarato guerra al sindaco. Si tratta quindi di una guerriglia di bassa lega all'interno del Pdl che va avanti da mesi. Anche ieri, quando il Consiglio comunale ha conferito la cittadinanza a Muti all'unanimità (Pdl più Pd) i rampelliani non erano in aula... Così oggi Muti ha rifiutato facendo andare su tutte le furie Alemanno. Per fortuna la collaborazione del maestro con il teatro dell'Opera, come anticipato il mese scorso, continuerà.

Foto: Spindle.it

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