Guerra di cifre sullo sciopero dei taxi di Roma - Il fronte dei tassinari è spaccato


Oggi si è svolto a Roma lo sciopero dei tassisti che protestano per il mancato (per ora) aumento della tariffa, per la presenza degli Ncc abusivi ("che rubano il lavoro") e per ottenere sgravi fiscali con i soldi del Campidoglio. Per fortuna il blocco della città non c'è stato anche se trovare un taxi in città questa mattina era molto difficile.

Quello che si può dire alla fine di questa giornata è che il fronte dei tassinari della Capitale è spaccato in due tra chi voleva lo sciopero e chi no perché si sente più vicino alle posizioni del Campidoglio e di Alemanno. Tanto è vero che tra i vari rappresentanti di categoria e sindacalisti è guerra di cifre. Secondo alcuni gli organizzatori della protesta, Carlo Bologna e Nicola di Giacobbe della Cgil, "l'adesione è stata pari al 98%". Per Loreno Bittarelli, leader del 3570, che non ha scioperato, avrebbero aderito "non più del 4% degli autisti". Assente dalla piazza il più vicino ad Alemanno, Pietro Marinelli dell'Ugl.

Tanto per farvi capire quanto sia spaccato il fronte degli autisti delle auto bianche sentite qui cosa si sono mandati a dire due leader storici del movimento. Carlo Bologna, uno dei più arrabbiati quando Veltroni aumentò le licenze (migliorando il servizio) ha detto che Bittarelli "è finito, non rappresenta più nessuno, non è nessuno". Il leader del 3570, dal canto suo, ha dato a Bologna del "figurante"... E voi? Avete notato disagi in città a causa dello sciopero? Cosa ne pensate? Fateci sapere la vostra votando il nostro sondaggio e commentando questo post.

Foto: Flickr

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