Calendario Romano: A Giugno è tempo di metter su famiglia

Calendario Romano e festività antiche: Giugno

L'ordine, che abbiamo poco ripreso, dei nostri antichi nonni è noto. Seguendo il Calendario Romano, non vi sarà sfuggito che nei mesi precedenti c'era sempre qualche parentesi di proibizione per contrarre matrimoni.

Ebbene, forse perché il periodo giusto per fare questo pericoloso passo era proprio questo: Giugno. L'inizio dell'estate. Mese era dedicato alla dea Giunone (da cui riceve il nome), e non è un caso che fosse la divinità femminile più importante.

Come dice perfino Sgarbi (scoprendo l'acqua tiepida), il matrimonio è appunto la festa esclusiva della donna, altrimenti si chiamerebbe patrimonio. Chissà se qualcuno se lo ricorda in questo mondo dove ancora in tanti, troppi, vogliono sposarsi, e ovviamente divorziare...

Calendario Romano e festività antiche: Giugno
Calendario Romano e festività antiche: Giugno
Calendario Romano e festività antiche: Giugno
Calendario Romano e festività antiche: Giugno

Comunque Giunone era anche la protettrice dello stato, e in qualche modo quindi anche della salute in senso materno. Motivo per cui mentre noi festeggiamo il 2 Giugno facendo sfilare armi e soldati, le Kalendis Iuniis si aprivano con piatti offerti di farro, lardo e fave. In onore della dea Carna, protettrice degli organi vitali e del benessere.

Il 7 Giugno si svolgevano dei giochi sul Tevere (Pescatorii Ludi), in Campo Marzio, per la buona sorte della pesca. Il 9 era una giornata pregna. Vestalia e Matralia si dividevano la scena. In onore a Vesta, dea del focolare, molto venerata a Roma, si accendeva un fuoco sacro in ogni casa che doveva essere curato e accudito dalle matrone. Cosa che facevano abitualmente anche le Vestali, celebri sacerdotesse del Tempio, che dovevano accertarsi che non si spegnesse. Mai.

La dea Mater Matuta era invece la protettrice della fertilità. Al suo importante culto erano ammesse solo le donne sposate una sola volta (altra frecciatina per chi si fosse illuso che gli antichi fossero molto liberi in fatto di costumi ed usanze familiari).

Al solstizio del 21 Giugno, giorno cardine dell'anno, si festeggiava invece Cardea, dea della salute oltre che delle soglie, dei cardini, della maniglie e nel temp libero cacciatrice di vampiri (fantastico il paganesimo!). Quindi era molto simpatica agli artigiani, di cui era protettrice. Ma veniva invocata anche per proteggere i bambini. Durante le celebrazioni si usava appendere agli alberi e sugli usci delle case, maschere e palline. Il Cardeavale?

Il 27 del mese non arrivava lo stipendio ma le ultime feste. Gli Aedes Larium dedicati al culto dei Lari (che abbiamo già incontrato) divinità di origine etrusca molto amate dai romani. Spiriti che, con i Penati, proteggiavano la stirpe e la casa. Praticamente la famiglia. Nello stesso giorno si onorava Iuppiter Stator, Giove che impedisce la fuga. La tradizione vuole che Romolo gli avesse dedicato un tempio dopo la vittoriosa battaglia contro i Sabini.

Certo ai pagani romani del tempo, mancava la grande festa dei ponti, ops, dei santi, patroni della città, Pietro e Paolo. Quella del 29, che ancora oggi salutiamo come salvifica, per andar via da Roma... Ma chi rimane si gode la pace e le celebrazioni.

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