Roma non è una città per donne. Le “grandi” dimenticate

magnani Questa settimana restiamo lontani dalla cronaca, nell'analisi del rapporto fra Roma e le donne, e prendo spunto da un pezzo polemico di Laura Laurenzi su Repubblica sulle più famose "donne romane" di ogni tempo.

Solo nove, nota Laurenzi, quelle inserite nel classico volumone Newton Compton sui 101 personaggi che hanno fatto grande Roma: Beatrice Cenci, Lucrezia Borgia, Olimpia Maidalchini, Messalina, e arrivando ai nostri tempi, Lina Cavalieri, Anna Magnani, Monica Vitti, Gabriella Ferri.

Poche, troppo poche, nota giustamente l'articolista. Ad esempio, aggiungo io, tra le più grandi di ogni tempo può essere ricordata Livia, la moglie di Augusto, cui oltreoceano recentemente è stata anche dedicata una biografia, che ne mette in risalto le doti diplomatiche sia in politica che nella numerosa famiglia dell'imperatore.

Mi viene in mente anche la madre dei Gracchi, per restare nell'antichità, passata alla storia per la sola frase sulla preziosità dei suoi figli (“questi – disse indicandoli – sono i miei gioielli).

E come non ricordare Clodia, che fece perdere la testa a Catullo (la chiamò sempre Lesbia) che le chiese mille e mille baci, alla faccia degli invidiosi? Non sarà rappresentativa della grandezza della città, ma il suo nome è passato alla storia.

Poi ci fu Colomba Antonietti, che non era romana è vero, ma che lo diventò per adozione, visto che combattè vestita da bersagliere a fianco del marito, durante la resistenza della Repubblica romana.

Passando a tempi più recenti, perchè non citare anche la simpatica bonomia di Sora Lella o magari anche qualche scrittrice, tipo la grandissima Elsa Morante?

A voi chi viene in mente?

Foto | Flickr

  • shares
  • Mail