Gita fuori porta: a Lariano per la festa di Sant’Eurosia

Tradizione, sacro e profano per la ricorrenza della patrona di Lariano

fuoriportaeurosia

Quanto mi piacciono le feste patronali! Per un fine settimana o solo una giornata i paesi tornano a vivere come una volta e si popolano dei colori, i profumi e i sapori di un tempo perduto che per poche ore sembra venir recuperato. Se anche voi amate queste atmosfere, allora non dovete perdervi la festa di Sant’Eurosia che viene celebrata questo weekend a Lariano, Castelli Romani, una ricorrenza che ha tutte le caratteristiche per farsi apprezzare.

Si comincia già questa sera con l’esibizione degli sbandieratori e dei musici del gruppo locale Draghi Castel D’Ariano, che aprono una serata tutta dedicata ai balli in piazza. Sabato mattina la celebrazione vera e propria con la Messa solenne e l’intronizzazione della Santa, mentre nel pomeriggio è previsto il torneo di calcetto per assegnare l’annuale trofeo dedicato alla patrona per la categoria pulcini, che viene organizzato in collaborazione con la polisportiva.

La sera ancora sacro – con la processione per le vie del centro – e profano con l’esibizione delle majorettes accompagnate dalla banda e poi il concerto della New Band con Marco canta Venditti. Domenica ricca di sport di ieri e di oggi: mentre chi ama le due ruote potrà cimentarsi con la gara ciclistica amatoriale, tutti gli altri potranno partecipare ai giochi popolari evocativi che si svolgeranno in piazza, dal tiro alla fune alla corsa nei sacchi, dalla gara degli spaghetti all’albero della cuccagna. Si chiude con i fuochi d’artificio preceduti ancora da tanta musica con il tributo a Rino Gaetano da parte dei Seiottavi e la simpatia del comico di Colorado, Alberto Farina.

Ma spendiamo due parole su questa Santa originaria dell’est europeo, il cui martirio ebbe luogo a Jaca, lontana città della Spagna settentrionale e poi giunta a proteggere un piccolo paese alle porte di Roma come, appunto, Lariano. La giovane figlia del duca di Boemia si chiamava Dobroslava, ma dopo la morte dei genitori fu affidata al duca Boriboy che la fece battezzare col nome, appunto, di Eurosia. Erano gli anni dell’opera evangelizzatrice di San Metodio, il quale indicò proprio lei al Papa che stava cercando una moglie per il figlio del conte spagnolo d’Aragona. Mentre Eurosia – che interpretando il volere del Pontefice come un segnale divino aveva abbandonato il sogno di farsi suora - si stava recando in Spagna, l’ambasciata subì l’assalto dei saraceni, durante il quale Eurosia subì il suo martirio: le amputarono le mani e i piedi. Mentre veniva decapitata dagli infedeli si scatenò una tempesta e una voce possente dal cielo tuonò: “Sia dato a lei il dono di sedare le tempeste ovunque sia invocato il suo nome”. Ora sapete chi pregare quando piove davvero forte.

Foto | gerlos

  • shares
  • Mail