Roma vista dai giornali stranieri. Il soggiorno ideale? In bed and breakfast

atlanticSono finiti i tempi dei “turisti da spennare” che nel loro pellegrinaggio della Capitale vogliono solo hotel in pieno centro, comodi per i loro pellegrinaggi “classici” da Colosseo a piazza Navona e Pantheon.

La parola d’ordine oggi è invece risparmio e soprattutto “accoglienza” famigliare e calore umano. Almeno secondo l’articolista dell’Atlantic, che usa come parametri di giudizio del Bed and breakfast il fatto di essere centrale ma anche lontano dal traffico cittadino.

Consiglia quindi una struttura in via Crescenzio, in piena Prati, fornendo i tempi di percorrenza per raggiungere le più famose attrazioni del centro storico, da Castel s. Angelo a Campo de’ Fiori.
In Italia, continua, si riesce a diventare amici, nel b&b, di coloro che ci accolgono. Ci si abitua a stare da loro ogni volta che si torna, come è accaduto a lui con la struttura consigliata.

“La cosa che rende il soggiorno così gradevole da voler tornare prima possibile è il fatto di provare calore anche solo per il ricordo del calore con cui si viene accolti”, scrive.

Il test di un buon hotel è il fatto di avere la tentazione di tornare a schiacciare un pisolino a letto durante una impegnativa giornata in giro per la città, e la voglia di sedersi a scrivere appunti sulla tua giornata, mentre il sole ti illumina dalla finestra e ti fanno compagnia le piante dal balcone.

E questo – questo innamoramento per questo tipo di atmosfera, tipicamente italiana – non può che capitare in una casa che quando sei all’estero di faccia sentire, appunto “a casa”.

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