Scoperti affreschi del Quattrocento nella chiesa di Cantalupo in Sabina

Durante l’esecuzione dei lavori di restauro di questi giorni, si è constatato che gli affreschi sulle pareti si sono in gran parte salvati grazie allo spesso strato di "scialbo" steso sui dipinti.

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Dalla rimozione della scialbatura i restauratori sono state riportate alla luce le figure di San Sebastiano, di San Francesco e Sant’Antonio di Padova, di una Madonna del Latte e di una Madonna della Misericordia.

Ritratti frequenti in Sabina fatti eseguire quali ex voto dai fedeli del luogo nel XV secolo, come nella chiesa di San Paolo a Poggio Mirteto, con affreschi anch’essi del XV secolo.

Durante le "idi di maggio" la comunità religiosa compie una processione presso la chiesa rurale di Sant’Adamo insieme agli animali allevati che vengono benedetti e posti sotto la protezione del Santo.

La chiesa, per lungo tempo proprietà privata e lasciata andare in rovina per mancanza di fondi, è stata donat

L'edificio rurale era una cappella dedicata al culto di Sant’Adamo, così chiamato dagli abitanti di Cantalupo in realtà un beato, e verso il XV secolo fu ampliata e trasformata in chiesa con decorazioni a fresco importante e raro esempio di pittura tardogotica in Sabina.

Concluso questo provvidenziale intervento (consolidamenti murari e tetto), la Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici del Lazio diretta da Anna Imponente ha quindi avviato il restauro degli affreschi ancora visibili nell’abside.

Qui sono rappresentati l’Incoronazione della Vergine e alcuni santi tra cui Adamo, riconoscibile dalla zampa di cavallo che tiene con la mano destra, in riferimento al miracolo di guarigione da lui compiuto, evento per il quale il beato era divenuto famoso nella zona ed è perciò protettore degli animali.

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