Polline: il festival delle arti visive, performance e sonorità digitali

Roma ha scoperto uno stile musicale innovativo con contaminazioni e performance non convenzionali. Si chiama Polline, ecco di cosa si tratta.

Non abbiamo solo il polline nell'aria a vorticare, c'è anche quello giallo, di notevole complessità artistica e con la P maiuscola.

Un one-day festival che riporta la materia fecondante per eccellenza. Una kermesse di arti visive e sonorità digitali, che ha portato la primavera nel settore delle sette note soprattutto, con un trionfo di linguaggi diversi che si incontrano e di gradazioni cromatiche intense, in un viaggio virtuale che accompagna lo spettatore verso forme di spettacolo particolari.

Tra gli artisti impegnati nel progetto Martin Romeo, Nobu_Lab, Marco Cecotto, Francesco Burlando, Stochastic Resonance, Xosar, Commodity Place, Luminodisco, Dj Khalab, Machweo, Valerio!, Adiel.

Dopo Roma nei prossimi mesi interesserà ben quattro città italiane. Un momento per ritrovarsi insieme, dall’aperitivo fino a tarda notte, in nome dell’arte, della musica, della sperimentazione e tra spazi architettonici che non notiamo nemmeno, tra il vivere quotidiano troppo frenetico e spazi cittadini che soffocano le bellezze che ci circondano.

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La location era piuttosto interessante: tre piani interi e una grande terrazza con vista sui binari della stazione Tuscolana, per il battesimo ufficiale di Polline. Parliamo di Visiva, uno spazio speciale, la città dell’immagine a via Assisi ed ex fabbrica abbandonata.

Oggi è un polo culturale restituito alla città e con un primato: è il più grande di Italia. Ben settemila mq con una buona acustica per ascoltare musica elettronica, performance live ed osservare installazioni interattive.

Il progetto è dei Sevenoclock, giovani professionisti della comunicazione, del marketing e della cultura e anche di Exe-cute, impegnato da anni nella promozione di eventi musicali a Roma.

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