La festa dei butteri a Marcellina

Ambientazioni bucoliche e buona tavola i protagonisti del fine settimana

butteri

Certo, non si può dire siano affascinanti quanto i ‘gemelli’ made in Usa - i cowboy - ma anche i butteri nostrani hanno più di qualcosa da raccontare, come testimonia la festa interamente dedicata a loro che anche quest’anno si svolge da oggi fino a domenica a Marcellina, piccolo paese che apre le porte della Sabina, contemporaneamente alla 27.ma edizione della sagra delle coppiette e alla 105.ma festa della Madonna delle Ginestre.

Un evento che mescola abilmente sacro e profano, dunque, e che si apre questa sera con il triduo preparatorio, la cena in piazza, la fiaccolata verso la Cappella di Fonte Paolone e lo spettacolo musicale Notte Rock. Domani il programma prevede stand gastronomici con specialità locali, la mostra fotografica ‘Le nostre radici’, un’esibizione di danza e naturalmente la Santa Messa e i Vespri da vivere insieme. A cena, grande attesa per la Fagiolata del buttero, in cui novelli bovari negli abiti tipici di queste figure rimesteranno per ore nel pentolone prima di servire gli avventori.

Il pomeriggio di sabato 17 è riservato ai giochi per bambini con tante sorprese per i più piccoli, ma anche alla mostra-convegno Vecchio Mulino e alla commemorazione delle consorelle defunte di Santa Maria delle Grazie. La sera, tributo a Vasco Rossi davanti a un bel piatto di polenta con le spuntature di maiale. Domenica ancora la banda cittadina, la Messa solenne con la processione, giochi popolari, il concerto di Nino D’Angelo e i fuochi d’artificio, mentre lunedì la manifestazione si chiude con la deposizione della corona al monumento dei martiri della Fonte Paolone.

Come dicevamo, la festa del buttero coincide quest’anno anche con la sagra delle coppiette, i succulenti bocconcini di carne che vengono sapientemente speziati e marinati anche 12 ore prima di essere cucinati e mangiati. Sono l’alimento principe del buttero, tanto evocato in questa quattro giorni che vi proietterà indietro nel tempo fino a quasi due secoli fa… forse l’unica nota dolce in una vita piuttosto dura, sempre nei campi a cavallo ancora prima dell’alba per il raduno delle mandrie; unico svago, la sera, un buon bicchiere di vino e un canto intonato all’osteria.

Foto | MARCO_QUARANTOTTI

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