Angelo Mai riapre, dissequestrato il capannone

Dissequestrato l'Angelo Mai Altrove, tra 10 giorni la riapertura

Il Tribunale del Riesame di Roma ha respinto la richiesta del pm Luca Tescaroli, titolare dell'indagine sul Comitato di lotta popolare per la casa al centro di un'indagine sulle occupazioni abusive e reati di estorsione, di 14 misure cautelari (5 in carcere e 9 con obbligo di dimora fuori da Roma) ed ha disposto il dissequestro del teatro, ma non dell'osteria popolare, dell'Angelo Mai Altrove Occupato a parco San Sebastiano, sotto sequestro dal marzo scorso.

La notizia è stata accolta con un vero e proprio sospiro di sollievo da tutti gli organizzatori, amici, frequentatori e semplici passeggeri dallo spazio Angelo Mai:

"Siamo molto felici, questo è un primo risultato per tutta la cittadinanza attiva.
Speriamo che questo sia un primo passo importante per smontare qualunque teorema voglia comparare le lotte per i diritti, la creazione di spazi del possibile, all'associazione a delinquere.
Resta il fatto che la ex scuola di via delle Acacie e la ex scuola Hertz dove era stato fatto uno straordinario lavoro di autocostruzione restano vuote e abbandonate e che la famiglie che ci vivevano sono sparse in luoghi molto diversi dalla comunità solidale che avevano costruito. Questo ci fa male. Questo fa male a Roma.
INTANTO UN GRAZIE DI CUORE A TUTTI E A TUTTE VOI CHE CONDIVIDETE DA MOLTO TEMPO QUESTA LOTTA"

si legge sulla pagina Facebook di Angelo Mai Altrove Occupato.

Niente reclusione per gli accusati, per Giuseppa Vitale detta Pina e considerata la leader delle occupazioni e per gli altri attivisti del movimento. Intanto a Caracalla si comincia a rimettere in ordine laddove l'ordine pubblico sarebbe dovuto essere ripristinato, anche se rimane confermato il sequestro dell'Osteria da Pina per esercizio abusivo.

La riapertura, prevista tra una decina di giorni, sarà certamente una festa grande alla quale accorreranno migliaia di persone, come è già stato in occasione degli eventi nel parco del 6 e del 25 aprile scorso.

Foto | Twitter - Gina Pavone

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