“Gli irripetibili anni '60. Un dialogo tra Roma e Milano”: quando le eterne rivali erano i due poli della cultura italiana

�Gli irripetibili anni '60. Un dialogo tra Roma e Milano"

Sembra impossibile, ma c'è stato un tempo in cui la arcinota rivalità tra la Capitale e Milano non era così fervida. Ad alimentarla arrivarono poi luoghi comuni, episodi di una storia abbastanza recente consacrati per sempre da cinema e televisione. Negli anni '60 per esempio, le due città comunicavano più di quanto si possa immaginare.

Un momento di svolta nella cultura artistica del nostro Paese, un decennio di ricerche d’avanguardia che ha avuto nella scena creativa romana e milanese degli Anni Sessanta il proprio epicentro. In quegli anni, infatti, Roma e Milano erano grandi città-laboratorio, dove la vitalità di una società in rapida evoluzione economica e culturale trovava la sua espressione visiva in una scena artistica creativa, dinamica e in grado di recepire e offrire progetti di valenza internazionale.

Così spiega Emmanuele F.M. Emanuele, Presidente della Fondazione Roma, parlando di “Gli irripetibili anni '60. Un dialogo tra Roma e Milano”, la mostra a Palazzo Cipolla (via del Corso 320) che, fino al prossimo 31 luglio, racconterà il ruolo fondamentale delle interazioni culturali tra Roma e il capoluogo lombardo in quegli anni, quando erano i due poli creativi delle nuove sperimentazioni e ricerche al di là dell’arte codificata.

I nuovi gruppi sperimentali impegnati nelle arti figurative e con la scultura, dal monocromo alla sperimentazione optical e cinetica, dal Nouveau Réalisme alla Pop Art: tutto in mostra con oltre 170 opere di nomi celebri e meno famosi, da Fontana a Man Ray, da Schifano e Rotella fino a Emilio Tadini e Tano Festa.

Un percorso espositivo che testimonia anche l'intensa attività delle gallerie presenti nelle due città (specialmente lo Studio Marconi di Milano) oltre a immagini, video, filmati ed interviste inedite per indagare come la letteratura, il teatro, il giornalismo, la fotografia, la cronaca, il design e la moda risentivano di quel clima. La mostra è aperta da lunedì a venerdì, dalle 9 alle 18. Il sabato dalle 9 alle 14. L'ingresso (comprensivo di audioguida) costa 10 euro (8 euro il ridotto mentre è gratuito per le scuole).

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