Sos meduse? L'onda blu di “Velella Velella” sulle spiagge di Ostia

Qualche informazione sull'onda blu avvistata sul litorale romano, da guardare e non toccare.

Una passeggiata lungo la nostra costa, regala sempre qualche visione emozionante, i primi giorni di maggio anche la spettacolare onda blu che si è riversata lungo i chilometri di spiaggia, dal centro di Ostia alla spiaggia comunale di Castel Porziano.

Un'invasione anomala di idrozoi coloniali “Velella Velella”, chiamate “Barchette di San Pietro” (By-the-wind Sailor) per la caratteristica forma di questa colonia galleggiante di polipi di colore blu, delle dimensioni di un dischetto ovale, del diametro di 4-7 cm, provvisto di un galleggiante chitinoso munito di una sorta di "vela" che sfrutta il vento per spostare la colonia, proprio come una regata di barche a vela che colora di azzurro la cresta delle onde.

La forma più primitiva del phylum degli Cnidari, caratterizzata da fasi alternanti di polipo e medusa, quindi non una medusa ma una colonia di polipi, comunque non una di quelle temute dai bagnati, che cattura e mangia plancton con tentacoli provviste di tossine innocue per l’uomo, non urticanti al tatto perché incapaci di penetrare la pelle, a patto di non portate le mani agli occhi dopo averle toccate, perché gli occhi sono più delicati della pelle, e il quel caso il bruciore è assicurato.

Una colonia comune nel mediterraneo, che prediligendo acque calde o temperate, galleggia sulla superficie del mare in sciami lunghi anche diversi chilometri, pronti a spiaggiare quando trovano una costa, anche se di solito avviene alla fine del loro ciclo vitale, quando le meduse si staccano dalle colonie, dopo aver prodotto nuovi “Velella Velella”di pochi millimetri pronti a produrre nuove colonie galleggianti.

Velella Velella spiaggiata lungo il litorale romano

Una fenomeno piuttosto raro, spiaggiato il giorno prima a Sabaudia, e contemporaneamente in Sicilia e a Malta, prima di colorare di blu il litorale romano, dove le correnti potrebbero aver spinto le piccole e numerose Velella Velella, anche se non mancano i bagnini del luogo pronti a dichiarare di non mai visto un fenomeno di portata simile, come Leopoldo Ricci, bagnino della spiaggia libera attrezzata di piazzale Magellano.

«Vent’annni che lavoro qui non mi era mai capitata una cosa simile. Impressionante. Sono tantissime e continuano ad arrivare. E’ facile vederle in controluce sulla cresta delle onde».

Lo scorso hanno la costa laziale ha beneficiato di acque più limpide, se non meno inquinate, e i mari d'Italia di parecchie Bandiera Blu di mare pulito, ma nonostante la convinzione generale, sul fatto che le meduse non amano i mari inquinati, purtroppo il dibatto sulle invasioni sempre meno rare nel mare Mediterraneo, deve temer conto di fattori come gli squilibri ecologici, causati da una pesca senza controllo dei predatori di meduse, come tonni e pesci spada, acque sempre più inquinate da fertilizzanti che facilitano la riproduzione del plancton, principale nutrimento delle meduse, insieme a quei cambiamenti climatici che innalzano la temperatura del mare a temperature tropicali di 27-28 °C.

Quindi, se vi capita di avvistarle, ammiratele, fotografatele, perdetevi pure nello stupore delle meraviglie che popolano i nostri abissi, anche se sembrano alieni in arrivo da altri pianeti>, o solo da altri mari, come quelli ospiti del Bioparco di Roma, ma evitate di toccarle se non volete che la visione 'pizzichi' come l'infermo.

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