Roma arDente: la caccia al gelato più buono di Roma

Dal centro storico alle 'periferie' un viaggio nel gusto da non perdere

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Una bella passeggiata in centro in una rara giornata di sole (di ’sti tempi!) il Primo Maggio scorso, mi ha ricordato che è già tempo di parlare di gelati nei nostri appuntamenti con la Roma più golosa che c’è. È una consuetudine che rinnoviamo ogni anno: noi vi raccontiamo i nuovi gusti che abbiamo scovato e voi ci scrivete nei commenti cosa ne pensate dopo averli provati, ci date suggerimenti e opinioni su questo o quell’indirizzo.

Ovviamente, avendo tratto l’idea da un bel giro in centro storico dove mancavo da davvero troppo tempo, non posso sottrarmi al rito della gelateria della Palma. La conoscete tutti, lo so, ma è sempre stuzzicante tornare dove si propongono ben 150 gusti diversi al giorno, tra i quali più di 20 tipi diversi di cioccolato e – da qualche tempo – anche sapori più raffinati frutto dei tempi, come l’apprezzato basilico.

Qui – manco a dirlo – l’attenzione alle materie prime da utilizzare è una vera e propria filosofia di vita, sia per le creme che per la frutta: oltre alle nocciole del Piemonte e ai pistacchi di Bronte, infatti, troverete, tra gli altri, le ciliegie di Vignola e le fragoline del bosco di Nemi. Disponibili anche diversi gusti senza glutine per celiaci. Unico neo della Palma: l’immancabile fila, specialmente nei giorni festa.

A dire il vero a fare la fila per un cono erano in molti anche da Grom, sul cui fenomeno vi rimando ad altre letture, essendo un tema che 06 ha già affrontato, mentre per guidarvi in questo viaggio all’insegna del godimento del palato, mi dirigo verso altri lidi e cioè il quartiere Prati, dove si trova una gelateria che non ha bisogno di troppe presentazioni: la gelateria dei Gracchi. L’ambiente è piccolo ma lo riconoscerete subito dai colori e i profumi che sprigiona; se dovessimo tracciare un’ipotetica mappa del gusto, direi che qui potete venire per assaggiare il pistacchio (scordatevi il verde acceso, i coloranti sono banditi!), mentre alla Palma andrei per la crema.

Gli amanti del cioccolato fondente dal 60 al 95%, invece, possono fare un salto da Otaleg, la prima gelateria acquario aperta lungo viale dei Colli Portuensi, classificatasi nel 2013 seconda gelateria migliore della città; nona a livello italiano. La filosofia ‘dell’acquario’ significa in pratica che il laboratorio, dove tutto è artigianale e si fondono in armonia il sapere di una volta con la moderne tecnologie, è a vista, quindi non sarà inusuale passarvi davanti e vedere il ‘maestro’ Marco Radicioni al lavoro.

Certo, tanta genuinità si paga (in senso stretto), ma è un posto davvero da non perdere non solo per un cono al volo (a proposito: qui i coni, anche se piccoli, li trovate, non come in certe gelaterie moderne e fighette dove vi fanno degustare per forza il gelato solo in coppetta) ma anche per una serata da condividere con gli amici: provate ad esempio ad accompagnare il mantecato al gorgonzola con uno strudel di pere fatto in casa e servitelo come dessert, farete un figurone!

Infine, ma non per ultima, in un angolo riparato di Monteverde vecchio, c’è una perla tutta da scoprire: La Gourmandise, dove il gelato è un’esperienza etnica, fuso con tutte le spezie possibili che si trovano sulla Terra. Però andateci piano, soprattutto con lo zafferano: ve lo dice una che in cucina ne ha oltre 40! Qui, dunque, in un ambiente accogliente e sofisticato insieme, capace di regalarvi suggestioni particolari e di trasportarvi con la fantasia (e le papille gustative) in un’altra dimensione, gusterete un gelato unico, un vero capriccio! Ma occhio che capricciosi sono un po’ anche i proprietari: in giro per la rete troverete molte lamentele su orari di apertura non rispettati!

Foto | lightmatter

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