Casa del Cinema, due giorni d'impegno contro mafia e povertà

Foto 06blogLa Casa del Cinema è sempre ricca di appuntamenti, come ben sanno gli appassionati della celluloide che conoscono e frequentano la struttura di Villa Borghese. Proprio per questo motivo, non penso abbia bisogno di presentazioni (anche perché ne abbiamo già parlato in scorsi post) o di grossi giri di parole.

E allora ecco, andiamo al sodo. Perché se nei prossimi giorni non siete oberati dagli impegni e avete un po' di tempo libero, potrebbe essere un'idea prendere in considerazione due appuntamenti che - questo pomeriggio e il prossimo giovedì sera - vanno oltre il semplice film come intrattenimento e uniscono cinema e impegno sociale, affrontando attraverso alcune pellicole due problemi dei giorni d'oggi, come la mafia in Italia e le problematiche dell'Africa "povera".

Quest'ultimo tema sarà proprio il primo ad essere affrontato, questo pomeriggio, in due documentari presentati all'interno del ciclo Italia Doc. Si tratta di due pellicole prodotte da AMREF: il primo, "This is my sister", sfiora uno dei problemi più gravi nel continente africano, la diffusione incontrollata del virus HIV (un problema aggravato anche dalla propaganda cattolica anti-condom); il secondo, intitolato "African Spelling Book", raccoglie invece una serie di documentari scritti e filmati da alcuni ragazzi di Nairobi. Si tratta in entrambi i casi di una occasione per osservare da vicino una realtà che ci è spesso lontana e a cui non sempre si pensa, ma del cui degrado siamo in qualche modo corresponsabili.

Più vicino a noi è invece il tema della mafia, che sarà discusso all'interno di una serata a tema - giovedì prossimo alle 21 - dedicata ai mass-media e alla loro influenza nell'impegno per combatterla. Una serata che partirà dalla pellicola "Vedi Napoli e poi muori" per poi proseguire in un dibattito alla presenza di Carlo Lucarelli, Sandro Ruotolo e Raffaele Marino (fra i tanti).

Due appuntamenti insomma per riflettere e per ragionare, per non limitarci a vivere passivamente il nostro ruolo all'interno della società. Non fa mai male, anzi: dovremmo parteciparvi più spesso.

foto | 06blog

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