Liceo Giulio Cesare di Roma - letture di rapporti omosessuali fruttano denunce e striscioni

La lettura in classe di rapporti omosessuali scatena, proteste, polemiche e denunce al Liceo Giulio Cesare di Roma.


Quando andavo ancora al liceo, capitava spesso di sentirmi catapultata in pieno Medioevo, immersa in un secolo buio e tormentato da masse grette e ottuse, tristi e immature, senza una grossa distinzione tra compagni e insegnanti, giovani e vecchi, femmine o maschi.

A quanto pare però la sensazione è destinata a ripetersi, anche restando ad una distanza siderale dai banchi di scuola, in casi come quello denunciato al Liceo Giulio Cesare di Roma con la lettura di un passo del libro "Sei come sei" di Melania Mazzucco.

Sul treno per Roma c'è una ragazzina. Sola e in fuga, dopo un violento litigio con i compagni di classe. Fiera e orgogliosa, Eva legge tanti libri e ha il dono di saper raccontare storie: ha appena undici anni, ma già conosce il dolore e l'abbandono. Giose è stato una meteora della musica punk-rock degli anni Ottanta, poi si è innamorato di Christian, giovane professore di latino: Eva è la loro figlia. Padre esuberante e affettuoso, ha rinunciato a cantare per starle accanto, ma la morte improvvisa di Christian ha mandato in frantumi la loro famiglia. Giose non è stato ritenuto un tutore adeguato, e si è rintanato in un casale sugli Appennini. Eva è stata affidata allo zio e si è trasferita a Milano. Non si vedono da tempo. Non hanno mai smesso di cercarsi. Con Giose, Eva risalirà l'Italia in un viaggio nel quale scoprirà molto su se stessa, sui suoi due padri, sui sentimenti che uniscono le persone al di là dei ruoli e delle leggi, e sulla storia meravigliosa cui deve la vita. Drammatico e divertente, veloce come un romanzo d'avventura, Sei come sei narra con grazia, commozione e tenerezza l'amore tra un padre e una figlia, diversi da tutti e a tutti uguali, in cui ciascuno di noi potrà riconoscersi.

Dalla trama, il libro non sembrerebbe uno di quelli che "nuoce gravemente alla salute di un alunno del ginnasio", con un età compresa tra i 14 ed i 16 anni, se non fosse che il passo incriminato, sia risultato tanto 'esplicito in materia di rapporti omosessuali', da fruttare ai docenti che lo hanno letto in classe una denuncia in Procura per "pubblicazioni di spettacoli osceni e di corruzione di minorenni".

Un brano della letteratura prevista dalla "Strategia nazionale per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere", scelto per avvicinare gli studenti a temi come la diversità, la tolleranza e l'omosessualità, attuali e letali, da sempre, non solo a quell'età e non solo quando si suicida un ragazzo gay, o solo confuso, tormentato dai compagni.

Un brano che a quanto pare, non facendo mistero di sesso tra gay, con un rapporto orale consumato in uno spogliatoio, ha spinto alcuni genitori a contattare l'Associazione Giuristi per la Vita e l'Associazione Pro Vita Onlus e sporgere denuncia presso la Procura di Roma, motivata dalla la divulgazione di materiale dichiaratamente osceno che

«non può non urtare la sensibilità dell'uomo medio, specie se si considera che tale divulgazione era diretta ad un pubblico composto da minorenni».

A rincarare la dose, per lo stesso testo e ragioni analoghe, contribuisce anche lo striscione dai contenuti omofobi, e quel “Maschi selvatici, non checche isteriche” esposto nel Liceo romano da un gruppo di estremisti di destra di Lotta Studentesca, corredato di eloquente nota.


«Vogliamo esprimere il nostro dissenso nei confronti della decisione di alcuni docenti di sottoporre, agli alunni delle classi del ginnasio, la lettura di un romanzo dal carattere decisamente omosessualista e fin troppo esplicito. E’ inaccettabile che al giorno d’oggi, con la crisi che impera e con la disoccupazione a livelli record, vengano presentati ai giovani studenti modelli di vita deviati e perversi come se fossero la normalità o rappresentassero una priorità. Spetterà a noi ragazzi rialzare le sorti del nostro paese e non sarà di certo attraverso la propaganda gay che ciò sarà possibile. Il nucleo fondamentale della società è infatti la famiglia, quella tradizionale, formata da padre, madre e figli ed è solo su questo modello che si baserà il futuro della nostra nazione».

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