La vigilanza “fantasma” che non paga i dipendenti - L'intervista di 06blog


Questa è una storia lunga ed intricata. Defensecurity è il nome di una società di vigilanza, con sede a Roma, piuttosto pubblicizzata non solo sul web. Corsi di formazione per diventare dei rambo metropolitani, aerei privati, eliporti, Hammer blindati al posto dei soliti furgoni portavolori, e, soprattutto, la promessa di essere assunti a tempo indeterminato.

Oggi però l'azienda "conta circa una ventina di assunti, e debiti per circa un milione", secondo quanto affermano alcuni ex dipendenti, auto licenziatesi a causa di stipendi non corrisposti, che si ritrovano in un forum di denuncia, fondato da Simone Del Brocco che dichiara:

"Io ed i miei colleghi di cui sono portavoce, siamo rimasti vittime di una disavventura o inganno o truffa. (...) siamo stati assunti con un contratto a tempo indeterminato. Dopo l'assunzione abbiamo dovuto affrontare delle spese per visite mediche per una spesa di 462 euro, spesa non necessaria ma imposta dall'azienda. Ci hanno anche obbligato ad acquistare la pistola di ordinanza, anche se molti di noi ne possedevano già una perché provenienti da altri istituti di vigilanza, dicendoci quale modello acquistare e obbligandoci ad andare nell'armeria da loro indicata, altra spesa di € 550,00, poi € 110,00 per il porto d'armi."

"Ad oggi - fa sapere Del Brocco - c'è gente che ha anche 12 mensilità non corrisposte e il mancato versamento delle relative quote previdenziali, e noi abbiamo presentato denuncia querela alla questura di Roma tramite la sezione investigativa della Polizia Amministrativa, denuncia all'ispettorato del lavoro e guardia di finanza, ma nessuno fa nulla. Questa azienda continua ad inserire annunci di lavoro ovunque ed assumere persone ma nessuno li ferma."

Noi di 06blog abbiamo voluto indagare più da vicino, anche perché ci ha colpito la strana indifferenza della stampa romana, la stessa che invece aveva sponsorizzato l'istituto, così abbiamo parlato con uno di questi vittime, che preferisce rimanere anonimo.

Come ha scoperto l'istituto?


Tramite Internet, ero alla ricerca di lavoro come molte persone del resto di questi tempi. Ho trovato l'annuncio di questa azienda sul web. Chiunque faccia ancora adesso una semplice ricerca su Google, noterà che ne è inondata la rete. Le premesse mi sembravano buone e mi sono fidato.

Si fidava delle garanzie? Quanto doveva percepire? Con quale contratto?

Dagli annunci e dai colloqui iniziali avevo respirato un'aria di professionalità, e quindi davanti alla proposta di un contratto a tempo indeterminato non ho aspettato. C'era un contratto assolutamente regolare, a tempo indeterminato regolato su CCNL di categoria, per circa 1300 lordi, più un cinque euro rotti di buono pasto al giorno. Insomma non ho firmato al buio ma mi sono fidato anche dell'immagine immobiliare di questa azienda.

Davvero ha comprato l'arma su indicazione? Quale preparazione ha dovuto affrontare?

Chi non aveva l'arma, doveva acquistarla presso un rivenditore Beretta indicato dalla società. La preparazione diciamo che è stata la fase divertente di questo brutto sogno. Eravamo un bel gruppo di neo reclutati, passavamo le giornate tra ginnastica, lezioni di difesa personale, e rudimenti di giurisprudenza. Del resto è così che truffano la gente. Indorando la pillola. Sui corsi di guida sicura ho capito che c'era qualcosa che non andava. Ci hanno fatto fare simulazioni di inseguimenti su strade all'interno della città aperte al traffico, come la Cristoforo Colombo. Velocità folli in mezzo ad ignari cittadini. Altro che sicurezza... Roba da temere per l'incolumità personale e degli altri automobilisti.

Quando ha cominciato a sospettare per i mancati pagamenti? Quali ruoli intanto aveva rivestito?

Dopo i primi tre mesi regolarmente onorati non ho più ricevuto stipendio per 8 mesi. Ero un operativo. Giravo in auto ora per fare vigilanza a questo o quell'altro stabile. Qualche volta passavo a vigilare su qualche cantiere edile. Pompe di benzia. Il più delle volte restavo alla base a girarmi i pollici con gli altri colleghi. La sensazione che i contratti fossero davvero troppo pochi per giustificare quel dispiego di risorse del resto l'avevo avuta subito.

Lei conosce Del Brocco?

Non lo conosco personalmente. Lui, da quel che scrive sul forum che ha creato e anche sul gruppo facebook, 'stopdefensecurity', appartiene al primo gruppo di reclute, io sono arrivato poco dopo. Ma ho avuto modo di seguire le sue azioni online. Si sta battendo per i suoi diritti e quelli dei compagni di fronte alla sordità delle istituzioni.

Lei mi dice che era operativo, che ha percepito i primi mesi di retribuzione, che ha lavorato. Allora le chiedo: Che idea si è fatto?


L'idea è questa: ho saputo che il 49% della società è di proprietà della FIRE che fa capo a Vittorio Casale, il noto immobiliarista parmense, già amico di Consorte. La FIRE, almeno a leggere i giornali, è quella società immobiliare che a marzo fece parlare di sé comunicando alla Consob di avere acquistato oltre il 2% di Aedes, tra le prime cinque immobiliari italiane.

Casale mette i soldi. Marrapese le entrature in ambienti di polizia. Si mettono insieme per fondare una società di sicurezza. Poi c'è Gabriele Spedicato, l'amministratore delegato della Defensecurity: è entrato con mille euro in capitale ma è l'intestatario della licenza operativa. Spedicato è diciamo così l'unico che proviene dal settore, in passato era il titolare della Europol, società fallita.

Marrapese ha creato una falsa società a Panama, c'è un sito online farlocco, il tutto per lusingare le aspettative di quelli che sarebbero dovuti essere i clienti italiani. E' chiaro che se uno ha alle spalle la possibilità di vantare la sicurezza di capi di stato o di stelle di Hollywood, in Italia può credere di avere la strada un pò più piana. Invece qualcosa non è andato e le committenze non sono arrivare.

Lei deve pensare che la Defensecurity ha prestato un finto servizio di vigilanza alla banca Generali di Via Veneto, per dare a vedere ai potenziali clienti che qualcosa c'era. La banca non pagava per quel servizio, era solo, diciamo così, una cortesia a Defensecurity. Insomma le guardie giurate erano lì a far finta di lavorare per la Generali, tanto per mostrare la pettorina ai clienti facoltosi di quella banca... potenziali clienti di Defensecurity.

Avete provato anche a fare una richiesta ad Alemanno, come è andata?

Nulla di fatto. Abbiamo chiesto un incontro, abbiamo inviato una lettera. Nulla. Urla nel deserto.

Forse però ora qualcosa finalmente si muove. "Ufficiali giudiziari hanno fatto ingresso, mercoledì 20 aprile 2011, nello stabile di Defensecurity, la società di vigilanza privata con sede a Roma in via Bardanzellu, tra i cui soci figurano il noto immobiliarista parmense Vittorio Casale e i fratelli Emanuele e Davide Degennaro, noti costruttori di Bari."

A comunicarlo è di nuovo Simone Del Brocco. "Un centinaio sono i dipendenti della Defensecurity - prosegue la nota - che si sono licenziati per "giusta causa", e per cui sono stati emessi mercoledì i decreti ingiuntivi. Il 6 settembre 2010 la conferma ai mancati pagamenti dei dipendenti, era giunta dalla III Unità operativa dell'Ispettorato al lavoro, Dipartimento provinciale di Roma".

"Dopo il silenzio assordante delle Istituzioni e soprattutto della Prefettura di Roma, che non si capisce con quale criteri a tutt'oggi accordi una licenza operativa a questa società priva dei requisiti stabiliti dal Decreto Ministeriale n.269, entrato in vigore dal 16 marzo 2011, finalmente qualcosa si muove - ha concluso Del Brocco. Speriamo solo, a questo punto, che altre famiglie non subiscano quello che abbiamo dovuto subire noi."

  • shares
  • Mail