Via i cortei dal centro, il Municipio I approva la mozione

Mozione approvata in Municipio I per interdire il centro dalle manifestazioni. Favorevoli Pd, Lista Civica Marino, Nuovo Centro Destra, La Destra, Fratelli D'Italia e Movimento 5 Stelle, unica contraria Sel.

Interdire il centro di Roma alle manifestazioni, dopo i fatti del 12 aprile, è una proposta avanzata a grandi linee da qualche giornale romano, ripresa da qualche parlamentare fino ad arrivare al ministro dell'Interno Angelino Alfano, che la scorsa settimana aveva tuonato contro la presenza di violenti nei cortei, chiedendo maggiori garanzie agli organizzatori degli eventi pena l'interdizione del centro ai cortei.

Insomma, sembrava un'ipotesi che, seppur dibattuta da diversi anni, con l'ex-sindaco Alemanno che prima propose una "tassa apposita", poi una sorta di "fondo di garanzia" e infine firmò un'ordinanza che interdì per qualche tempo il centro storico alle manifestazioni, era destinata a restare tale.

Così non è stato: ieri mattina il Consiglio del Municipio I ha approvato una mozione per rivedere i percorsi dei cortei nelle vie del centro, mozione presentata nei giorni scorsi dal consigliere della Lista Civica Marchini Lucio D’Ubaldo dopo gli scontri avvenuti il 12 aprile.

La mozione è stata approvata con una sorta di voto unanime, fatta eccezione per i consiglieri di Sel: Pd, Lista Civica Marino, Nuovo Centro Destra, La Destra, Fratelli D'Italia e Movimento 5 Stelle, tutti concordi sulla necessità di tutelare il centro storico di Roma chiudendo semplicemente le porte alle manifestazioni.

"La chiusura del centro di Roma ai cortei, proposta dal Ministro Alfano comprometterebbe il diritto di manifestare. Il centro di Roma ospita i palazzi del potere e non è corretto pensare di allontanare i luoghi delle manifestazioni, limitando, in questa maniera, la visibilità e quindi il successo delle manifestazioni stesse. Roma è spesso attraversata da manifestazioni e cortei pacifici. L’atteggiamento di pochi violenti non può offuscare le ragioni di chi manifesta pacificamente."

ha dichiarato Graziella Manca, consigliere al Municipio I in quota Sel. Nel frattempo continuano i quotidiani sgomberi delle Forze dell'Ordine (ieri ancora all'ex Hertz, di via delle Acacie a Centocelle, due giorni fa a Tor Carbone, la scorsa settimana a Montagnola), un tema che si lega a doppio filo con le manifestazioni del 12 aprile ma che nessuno, nelle istituzioni, vuole collegare.

La frattura politica che si consuma nella maggioranza è un fatto importante, senza dubbio: anche il sindaco Marino ha accettato di buon grado le parole del ministro dell'Interno Alfano e forse questo è l'elemento che riavvicinerà la maggioranza al sindaco. Una questione differente sono tuttavia i Municipi, che rappresentano il territorio e che mostrano come il centro storico viva un atteggiamento duale, in materia di cortei, che non ha fatto altro che esasperare gli animi dei (pochi) residenti, nel corso degli anni.

Il tema, tuttavia, resta sociale: le migliaia di senza casa a Roma continuano ad autodeportarsi e, c'è da scommetterci (almeno osservando i fatti recenti), il conflitto insanabile con le istituzioni sembra aver portato il clima ad esasperarsi. Il problema della casa è oramai affrontato in toto come un problema di ordine pubblico, con tutte le conseguenze del caso. Il voto di ieri in Municipio I certamente non contribuirà a raffreddare il clima.

Se il problema dei cortei e delle manifestazioni in centro è certamente reale, altrettanto vero è che la deregulation assoluta garantita dal legislatore ha condotto inevitabilmente ad un punto morto: la drasticità delle soluzioni però mostra la scarsa autorevolezza della politica, come anche la necessità elettorale di grattare la pancia ai residenti del Municipio I, giustamente esasperati.

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