26 aprile 2011 a Roma: No al Nucleare! da Cernobyl a Fukushima, da Greenpeace a "Certificate No. 000358/"per vencicinque anni di buoni motivi

Oggi, a venticinque anni dall’incidente della centrale nucleare ucraina di ?ernobyl', e qualche mese da quello giapponese di Fukushima, anche se il numero delle vittime è ancora incerto, quanto l'impatto a lungo termine delle radiazioni è difficile da quantificare, ieri come oggi, e a quanto pare fino al 2065, si parla di ritorno al nucleare come di una ‘risorsa’ per la crisi energetica.

Una risorsa costosa, pericolosa e non rinnovabile, che registra comunque un indice di gradimento tutt’altro che insignificante tra i romani, stando anche al nostro piccolo sondaggio che ha contato ben 64 'pro nucleare' e 10 indecisi su un totale di 272 voti.

Molti di più però non lo vogliono, e a Roma il Comitato 'Vota Si' per fermare il nucleare', insieme ad oltre 70 associazioni che sostengono il referendum del 12 e 13 giugno a rischio come quello dell'acqua, per ricordare il triste anniversario di Cernobyl, e condividere ‘un abbraccio simbolico’ con il popolo giapponese e ucraino, terranno due sit davanti all'ambasciata dei due paesi.

"Da Cernobyl a Fukushima. 25 anni di buoni motivi per fermare il nucleare" e' la manifestazione che si darà appuntamento alle 15.00 in via Quintino Sella, angolo via Sallustiana, per spostarsi dall'ambasciata giapponese a quella Ucraina, in piazza Verdi, angolo via Guido d'Arezzo, dalle 16.30 alle 17.30.

E per chi ha bisogno di guardare per credere, il Gruppo Locale di Greenpeace sabato 30 Aprile 2011 inaugura la mostra “Certificate No. 000358/ - Il costo umano di una catastrofe nucleare”, e gli scatti realizzati da Robert Knoth alla quotidianità di chi vive con le radiazioni nell’ex Unione Sovietica, a sei anni dal precedente reportage, ospitati alla Libreria Odradek, in via dei Banchi Vecchi 57, fino a venerdì 6 Maggio 2011.

Stessa cosa nella Sala Tom Benetollo di Palazzo Valentini, che mercoledì 25 maggio alle ore 17.00 inaugura La notte di Chernobyl a cura di iProject e la mostra fotografica che riflette sullo 'stato delle cose' nel nostro paese come nel resto del mondo, raccogliendo sguardi rivolti per anni ai luoghi colpiti da questa catastrofe e agli effetti che continua ad avere sulle generazioni successive.

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