I movimenti della casa occupano ex scuola a Tor Carbone

La lotta e la tensione per il diritto all’abitare continua, ri-occupando un edificio nel VIII Municipio, guardato a vista dalle forze dell'ordine.

Dopo la grande occupazione dello stabile di via Ravà, nel quartiere della Montagnola, e il violento sgombero dell'operazione di Polizia, le circa 200 famiglie finite nella tendopoli presso la sede del VIII Municipio, hanno occupato un nuovo edificio abbandonato in via di Tor Carbone.

Per la precisione una ex scuola fatiscente di proprietà di Roma Capitale nello stesso VIII Municipio, che i movimenti per il diritto all’abitare hanno scelto come dimora delle famiglie finite in strada

“Di fronte all'inerzia delle istituzioni locali e di fronte ad un governo che vuole deliberatamente trasformare affrontare le questioni sociali che attraversano la città ed il paese in problemi di ordine pubblico scatenando una assurda guerra contro i poveri”.

La nota condivisa sulla pagina social di facebook del Coordinamento cittadino Lotta per la casa non fa mistero sulle intenzioni del movimento e la scelta dell'edificio.

“L’occupazione di un edificio di proprietà di Roma Capitale dimostra che le soluzioni, qualche volta sono a portata di mano, basta mettere in campo le necessaria volontà politica. Gli edifici di Roma Capitale, come quelli della Regione Lazio, del Demanio, delle IPAB e degli altri enti pubblici non possono essere venduti per coprire soltanto per pochi mesi una minuscola parte dei buchi di bilancio generati dalle politiche di austerità. Vanno recuperati, rigenerati, messi a disposizione della città, per l’emergenza abitativa, i servizi e la cultura.”

Una determinazione a resistere che non spegne gli ardori, tanto meno il rischio di tensioni, paventate dallo stesso leader dei Blocchi precari metropolitani, Paolo Di Vetta, ai microfoni di Radio 24

"C'è una tensione che sta crescendo. C'è stato lo sgombero piuttosto violento all'VIII municipio, di cui ho personalmente fatto le spese perché ho quattro punti in testa. Se la questione di ordine sociale che riguarda il diritto all'abitare continua ad essere affrontata in termini di ordine pubblico problemi ci possono essere".

Atmosfera tesa che arriva anche dalle pagina social del movimento, insieme allo scatto dell'edificio con le famiglie guardate a vista dalle forze dell'ordine.


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