Wim Wenders, Urban Solitude, la mostra fotografica

Torna a Roma il Wim Wenders fotografo. Una mostra sullo sguardo solitario e "urbano" del grande regista tedesco. Siamo andati a vederla in anteprima.

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Chi non conosce Wim Wenders? Regista di fama internazionale, nato a Düsseldorf nel 1945, è uno dei principali protagonisti del Nuovo Cinema Tedesco fin dagli anni ’70. Ma la sua prolifica attività di film maker è parallela a quella di fotografo che si focalizza principalmente sul tema del paesaggio, in particolare della città.

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Wenders è l'angelo sopra tutte le Berlino del mondo che osserva, proprio come noi quando restiamo spettatori occasionali. La fotografia quale ruolo fondamentale nella descrizione di atmosfere sospese, in immagini di luoghi desolati o di scenari urbani in cui il tempo è all’opera, conservando dietro lo strato di storia, tutti i vissuti, tragici, nascosti, individuali o di massa.

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Ad otto anni dalla sua ultima mostra fotografica a Roma, Urban Solitude offre una visione ampia e variegata dello sguardo di Wim Wenders sulla sua, nostra realtà.

La fotografia, rigorosamente analogica, è per Wenders strumento per fissare, catturare e preservare una realtà dalla quale l’uomo si sta progressivamente allontanando rapito dalla virtualità dell’epoca contemporanea e favorito dall’utilizzo delle nuove tecnologie digitali.

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La mostra, magistralmente curata da Adriana Rispoli, presenta in maniera asciutta e nitida, venticinque fotografie in cui il tema del paesaggio urbano, caro all’artista, si intreccia indissolubilmente con quello della memoria. Romanticismo e nostalgia, perfino di un passato duro. Angoscioso.

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Accanto ad ogni immagine, un pensiero dell'autore. Che spesso non possiamo non condividere segretamente. Come nell'affetto del viaggiatore per i cimiteri in giro per il mondo. Luoghi di conoscenza e riflessione. Pace e scoperta.

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C'è un primo nucleo specificamente rivolto all’indagine sugli scenari urbani, in cui è evidente l’influenza dello sguardo di Edward Hopper sulla realtà americana, rivisitata (ma nemmeno tanto) in quella attuale.

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Quindi un altro nucleo più recente e forse più intimo. Tratte dalla serie intitolata Places, strange and quite del 2013 queste immagini ben esprimono una personale visione del mondo che cambia.

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Interessante il concetto purificante del Giappone (per chi è stato in quel Giappone non è difficile "sentirlo") o l'emblematica "radura nella foresta" di Heideggeriana memoria.

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Il corpus di fotografie in mostra rispecchia i filoni principali della ricerca di Wenders: la percezione diretta della realtà nel vedere e nel viaggiare. Immagini sospese che raccontano il passaggio dell’uomo attraverso la sua assenza, la memoria dei luoghi in un silenzioso flusso del tempo.

La mostra apre oggi, a Palazzo Incontro, fino al 6 luglio 2014, in via dei Prefetti. E' promossa dalla Regione Lazio nell’ambito del Progetto ABC Arte Bellezza Cultura e organizzata da Incontri Internazionali d’Arte e Civita.

by @RondoneR - Foto della mostra | © by Rondone®

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