Manlio Cerroni condannato ad un anno di reclusione per falso in atto pubblico

Manlio Cerroni condannato ad un anno di reclusione per falso in atto pubblico, insieme al collaboratore Francesco Rando, in attesa della prima udienza del processo sullo smaltimento dei rifiuti.

L'emergenza rifiuti a Roma e nel Lazio non ha mai allentato la presa, e tra le allarmistiche previsioni del Sindaco Marino, e le valutazioni di ipotesi per concedere al Comune di Roma o alla Regione Lazio la possibilità di requisire gli impianti di trattamento dei rifiuti a Malagrotta di proprietà di Cerroni, si avvicina il termine (21 maggio) dell'ordinanza firmata dal sindaco Marino per utilizzare gli impianti di trattamento dei rifiuti a Malagrotta interdetti dall'inchiesta sullo smaltimento dei rifiuti.

La prima udienza del processo agli indagati per la suddetta inchiesta, resta fissata per il prossimo 5 giugno, ma dopo la fine degli arresti domiciliari per il patron di Malagrotta Manlio Cerroni è appena scattata la condanna ad un anno di reclusione per falso in atto pubblico.

Un anno per Cerroni e otto mesi per il suo storico collaboratore Francesco Rando, entrambi imputati per presunte irregolarità legate al gassificatore di Malagrotta, già assolti dal capo d'imputazione relativo a falsi sulla capienza del gassificatore, ma citati a giudizio con gli altri quattro indagati nell’inchiesta sullo smaltimento dei rifiuti del Lazio.

Cerroni scarcerato insieme agli indagati dell'indagine sui rifiuti di Roma

In attesa della prima udienza del processo agli indagati nell’inchiesta sullo smaltimento dei rifiuti a Roma, fissata per il prossimo 5 giugno, il gip Massimo Battistini, con il parere favorevole del pm Alberto Galanti, ha revocato il provvedimento cautelare emesso lo scorso 9 gennaio per l'indagato 87enne Manlio Cerroni.

La fine degli arresti domiciliari del patron della discarica di Malagrotta, assistito dagli avvocati Bruno Assumma e Giorgio Martellino, dopo poco più di tre mesi, arriva insieme all'obbligo di non risiedere nella Capitale.

La medesima revoca degli arresti domiciliari è stata disposta anche per le altre sei persone indagate nell'inchiesta insieme con Cerroni.

Bruno Landi, ex presidente della Regione ed amministratore della società “Ecologia Viterbo” che gestisce la discarica di Viterbo Casale Bussi. Luca Fegatelli, a capo della Direzione regionale Energia del Lazio fino al 2010, e uomo chiave di Cerroni nella Regione di Zingaretti. Il manager Francesco Rando, storico braccio destro di Cerroni già indagato e condannato per reati analoghi. L’imprenditore Piero Giovi, amministratore della E.Giovi Srl, società del consorzio Co.La.Ri. che gestisce impianti e discarica di Malagrotta. Raniero De Filippis, a capo della Direzione regionale infrastrutture, ambiente e politiche abitative. Pino Sicignano, direttore della discarica di Albano Laziale.

Per loro il magistrato ha disposto l'obbligo a presentarsi agli organi di polizia giudiziaria, per firmare periodicamente il registro dei sorvegliati.

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