Rogo di Primavalle, 41 anni fa morivano i fratelli Mattei

Stamattina la commemorazione alla presenza del sindaco Marino

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Sono passati 41 anni da quella tragica notte del 16 aprile 1973 in cui nell’incendio doloso della loro casa morirono i fratelli Virgilio e Stefano Mattei, rispettivamente di 22 e 10 anni. Si tratta di uno degli episodi più bui degli anni di piombo, che come ogni anno il sindaco della Capitale ricorda. L’anno scorso, per il 40esimo, la celebrazione era stata presieduta da Gianni Alemanno, mentre quest’anno è toccato a Ignazio Marino che stamattina ha deposto al lotto 15 scala D del civico 33 di via Bernardo di Bibbiena, nel quartiere di Primavalle, una corona di fiori, affermando di ricordare molto bene quegli anni.

“Ho una sola riflessione da fare – ha detto il primo cittadino – che la violenza deve essere condannata in ogni sua forma perché genera solo altra violenza”. Alla cerimonia era presente anche Giampaolo, uno dei fratelli dei ragazzi rimasti uccisi, presidente dell’associazione a loro dedicata, che ospita nella sua sede una mostra permanente sulla vita di Virgilio e Stefano. “La politica deve avere il coraggio di tirare fuori la verità oggettiva sulle stragi di quegli anni”, ha commentato con le agenzie, ricordando la sua battaglia per l’istituzione di una consulta cittadina per la memoria condivisa degli anni di piombo in cui si dia la parola alle vittime.

Giustizia per Stefano e Virgilio è tornato a chiedere su twitter anche il presidente di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale, Giorgia Meloni, mentre il deputato della stessa formazione, Ignazio La Russa, ha ricordato a modo suo la strage: “Il tempo non cancella il dolore e il ricordo: onore a Virgilio e Stefano Mattei”.

I due fratelli morirono nel rogo che investì la loro casa dove vivevano assieme al padre Mario, netturbino ma soprattutto segretario della sezione del Msi in via Svampa,‘Giarabub’, alle 3.20 di quella drammatica notte. Ad appiccare l’incendio un gruppo di giovani di Potere Operaio: per la strage furono condannati a 18 anni di reclusione Achille Lollo, Marino Clavio e Manlio Grillo, che hanno evitato l’arresto fuggendo all’estero. Oggi che la condanna è caduta in prescrizione uno dei tre, Lollo, è tornato in Italia.

Foto | Alemanno 2.0

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