Roma Criminale: Apologia della Banda

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L'altro giorno in tabaccheria insieme alla mia consueta razione di veleno legalizzato volevo prendere del fuoco e mi sono trovato sul bancone questi deliziosi accendini elettronici, ma ho pensato che avere in mano un coso con tutto quel sangue disegnato mi avrebbe fatto credere d'essermi tagliato...

Scherzi a parte, devo dire che da tempo volevo spendere due parole sul successo di Romanzo Criminale, della Banda della Magliana e in generale della filosofia delinquenziale che tanto piace, soprattutto alle giovani classi. Ovviamente cinema e ancor più la televisione hanno contribuito a questo fenomeno, chiacchiere e polemiche comprese. Crimeblog lo ho già affrontato.

Può essere quanto si vuole retorica, ma in questo particolare momento di crollo totale di ogni riferimento politico, familiare, lavorativo, sociale, c'è una forma di rispetto e stima profonda per il rigore (im-)morale dei banditi. Il fine giustifica i mezzi, ma ci sono cose che non si fanno. Perché sono da 'nfami.

Come se uccidere, spacciare, rapire fosse poi più corretto di chi fa le spia non è figlio di Maria, o che l'amicizzzia vale più dell'amore. E via con questi luoghi comuni alla Fonzie. Solo che Happy Days non era proprio una fucina di killer. Spero.

A Roma la Banda della Magliana (tra l'altro mai del tutto scomparsa, quella vera) è comunque tornata ad essere stimata più che temuta, è fra i ragazzi è tutto un fiorire di Freddi, Libbani, Dandy... Felpe, feste, spot televisivi di ogni settore ne prendono il modello. Facebook figuriamoci.

Addirittura gli attori di quella che è stata definita con la consueta pacatezza "la miglior serie televisiva realizzata in Italia", cercano di liberarsi inutilmente dei ruoli che li hanno resi famosi e che li costringono a foto ed autografi da personaggi. Si è cerca di speculare anche a Milano. Placido recupera Kim Rossi Stuart (attore aristocratico, non solo nel cognome, convinto di saper personificare la crudeltà popolare. A proposito, nun te crede nessuno).

Aggiungete la spettacolarizzazione che la Nera ha sempre avuto (ma che oggi trova un vero turismo di inquietanti seguaci) è il condimento è fatto. Questa sete di violenza assomiglia molto ad un comprensibile sentimento di rivoluzione sociale ma sbanda nell'ambito malavitoso che spesso invece è molto più vicino ai corridoi del potere di quanto vogliono far credere certi sceneggiatori...

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