Muore Emanuele Pacifici, in lutto la comunità ebraica di Roma

I funerali si terranno oggi alle 14 all’interno del cimitero ebraico di Prima Porta.

La comunità ebraica romana è in lutto per la morte di Emanuele Pacifici, 83 anni, figlio del Rabbino Riccardo Pacifici e di Wanda Abenaim, padre di Riccardo Pacifici, presidente della Comunità Ebraica di Roma, avvenuta questa mattina alle prime luci dell'alba.

Tra le figure principali dell'ebraismo romano, Emanuele Pacifici scampò alla Shoah perchè ospitato nel collegio delle suore di Santa Marta a Settignano (Firenze), quando era ancora un giovane adolescente, mentre il padre fu catturato a Genova mentre era alla guida della sua Comunità. Entrambi i genitori furono trucidati ad Auschwitz.

Terminata la guerra Emanuele Pacifici tentò di fare l’Alyah (la "salita" verso Israele), non riuscendoci per motivi di salute, che gli impedirono la partenza: rimase in Italia, di base a Roma, dove è divenuto una delle memorie storiche dell'ebraismo più importanti ed autorevoli per la comunità ebraica e non solo; grazie al suo lavoro di raccolta ha ricostruito la storia delle Comunità ebraiche italiane, in particolar modo di quelle scomparse, e ha conservato la più ampia documentazione sul rabbinato di Rav Elio Toaff, dedicando l'intera vita alla ricostruzione della storia recente dell'ebraismo.

Custode geloso dei suoi documenti, Pacifici non ha mai lesinato la divulgazione degli stessi; coinvolto nell'attentato del 9 ottobre 1982 al Tempio Maggiore di Roma, dove morì il piccolo Stefano Gaj Tachè, lo stesso Pacifici rimase in fin di vita ma si salvò, continando caparbiamente nell'opera di conoscenza e ricostruzione delle tradizioni ebraiche in Italia.

I funerali si terranno oggi alle 14 all’interno del cimitero ebraico di Prima Porta.

"Ricordo quanto egli ha fatto perché a Roma, ma direi nel Paese, non andasse disperso quel patrimonio immenso di temi e tradizioni ebraiche che, come accadeva nei decenni scorsi, erano più affidati alla parola che alla scrittura. Un lavoro capillare sulla memoria, che ha compreso anche e, soprattutto, la sua testimonianza di bambino vittima delle leggi e delle persecuzioni razziali. La sua autobiografia, che ci riporta a quanto visse negli anni della guerra, sono una eredità preziosa che Roma vuole ricordare con riconoscenza."

ha scritto il sindaco di Roma Ignazio Marino in una nota diffusa dalla stampa. In serata anche il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha pubblicato una nota nella quale ha espresso profondo cordoglio per la morte di Pacifici:

“Testimone imprescindibile, memoria storica delle comunità ebraiche italiane, con una storia personale, intrecciata con Firenze e con Roma, che da sola vale come esempio di coraggio e di forza che resterà nel tempo. Il suo racconto del tempo che ha vissuto, di quegli anni, è un filo resistente che neanche la sua scomparsa potrà recidere. Mi stringo – conclude Renzi – alla sua famiglia in questo momento di dolore cui partecipo commosso”.

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