Gita fuori porta: a Viterbo per Cioccotuscia


Ciambelline al vino o all'anice, pangiallo, l'attualissima pizza di Pasqua, ma anche il pane del vescovo, i tozzetti viterbesi, il torrone al miele con nocciole e mandorle, il pane al limone tipico di Moterosi e il biscotto di S. Anselmo originario di Bomarzo, nonché tutti i prodotti a base delle castagne e delle nocciole dei Monti Cimini: è una vera e propria passeggiata nella dolcezza e nel godimento della gola, la nostra gita fuori porta, che nel weekend ci porta a Viterbo per la manifestazione Cioccotuscia.

L'obiettivo della kermesse, che si svolge al coperto nel palazzetto della città, è quello di far riscoprire ai neofiti il valore dei prodotti dolciari e da forno preparati 'come una volta', quando, cioè, ancora la cultura e la tradizione prendevano una forma 'solida e profumata' grazie alle sapienti mani dei mastri dolciari e delle massaie che si sbizzarrivano all'avvicinarsi della festa.

Alcuni dei dolci che assaggeremo questo fine settimana a Viterbo, infatti, sono intrinsecamente legati a certi periodi dell'anno come la Pasqua o il Natale, ma altri, ormai celeberrimi e apprezzati oltre i confini della provincia, sono svincolati dalla temporalità, pena, però, la perdita della loro artigianalità.

I dolci di Cioccotuscia, quindi, sono tutti preparati secondo la ricetta originale e con metodi artigianali, a partire dalla lavorazione delle materie prime, anch'esse rigorosamente locali e di primissima qualità.

Quando sarete satolli, approfittate della vostra esigenza di smaltire calorie per una passeggiata nel centro di quella che è la città più bella del Lazio, che neppure lo splendore di Roma è riuscito a offuscare. Il vecchio quartiere medievale di San Pellegrino, ad esempio, si è mantenuto quasi intatto e regala davvero emozioni con le sue case munite di profferlo, la tipica scala esterna propria dell'architettura del posto.

Passeggiando arriverete nella piazza del Plebiscito e più in là alla Chiesa di Santa Maria Nuova che è, invece, una delle più antiche, datata 1080 e costruita sui resti di un tempio dedicato a Giove Cimino. Su un angolo esterno dell'edificio sorge un pulpito che la leggenda vuole abbia ospitato le appassionate prediche di San Tommaso d'Aquino nel 1266, ma le ben note dimensioni del Santo confrontate a quelle ridotte del pulpito, rendono assai improbabile questa ipotesi.

Inoltre non potete dire di aver davvero visitato Viterbo se non fate un salto al Palazzo dei Papi, risalente al 1255 e costruito sul Colle di San Lorenzo per proteggere il Pontefice. Al suo interno si trova la famosa sala del conclave in cui i cardinali, non riuscendo a trovare un verdetto unanime, furono rinchiusi a chiave per giorni e nutriti con pane e acqua che venivano fatte arrivare attraverso il tetto scoperchiato. Dopo 1006 giorni ne uscì Papa Gregorio XI.

Lì accanto, inoltre, non mancate una visita al Duomo, dedicato a San Lorenzo, un perfetto esempio di stile romanico con pavimenti pregevoli in stile cosmatesco. Se passeggiando vi tornasse fame, poi, il mio consiglio è una bella pizza doppia nella famosissima pizzeria Al Monastero, aperta fino a tardi, che si trova dietro piazza della Morte, in pieno centro: vi porteranno la pizza, rigorosamente bigusto, su due piatti. Non perdetevi la mozzarella e zucchine, una bontà!

Infine, per gli amanti del benessere, ricordiamo che intorno a Viterbo ci sono molte località dove è possibile usufruire delle Terme, come lo stranoto impianto delle Terme dei Papi, ma ce ne sono anche di più 'selvaggi' ed economici se vi dirigete in località Marta.

Foto | Flickr

Viterbo, Cioccotuscia
Palazzo dei Papi a Viterbo
Il Duomo di San Lorenzo a Viterbo

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