La metropolitana archeologica

Spesso, quando un amico non romano mi chiede perché la mia città abbia due sole linee della metropolitana, io faccio spallucce e spiego che sotto i nostri piedi ci sono ventisette secoli di vita urbana. Insomma, mi giustifico usando il vecchio adagio per cui ovunque si scavi si finisce per trovare un rudere, e così eludo ogni considerazione sul fatto che il nostro paese è talvolta in ritardo (eufemismo per dire che quando in Inghilterra veniva inaugurata la prima rete sotterranea, da noi si girava ancora sul dorso di un mulo).

Quella che ho sempre considerato come una scusa anche seducente, si è però rivelata una mezza verità. Durante gli scavi per l'agognata linea C, presso via delle Giunchiglie a Centocelle, un mezzo meccanico è sprofondato in un cunicolo che ora gli archeologi stanno esaminando con la dovuta perizia. Si ipotizza un'antica fungaia ma non si esclude una necropoli. I lavori per la metropolitana continueranno con cautela, intanto tutti si dicono contenti per il ritrovamento, dal sindaco agli studiosi fino ai giornalisti. Di fronte a codesta felicità, io mi domando come abbia fatto l'attuale linea B a passare quatta quatta proprio sotto il Colosseo.

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