La Capitale accoglie Obama

Roma accoglie il Presidente degli Stati Uniti Obama: tra zone interdette, vita quotidiana, orgoglio nazionale e contestazioni, l'ospitalità della Città Eterna

La Capitale si prepara ad accogliere il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama: il piano mobilità stravolto, le vie interdette al traffico non solo veicolare ma anche pedonale, gli appuntamenti dell'"uomo più importante del mondo" ed i suoi (anche giusti) desideri da turista improvvisato, sono sulla bocca di tutti in città.

Città che si prepara, faticosamente, a ricevere Barack Obama e famiglia, che visiteranno il Colosseo: la mente corre immediatamente alle immagini storiche degli Alleati che entrano nella Roma devastata dai bombardamenti del 1944, quei soldati dall'accento assurdo che restavano estasiati anche loro della maestosità dei fori imperiali (resi tali da Mussolini non molti anni prima della guerra, bisogna dirlo).

A Roma è rimasta un'impronta marcata di americanismo, così come anche di antiamericanismo: una città bifronte, molto ambivalente su questo aspetto, che da un lato è storicamente accogliente nei confronti degli stranieri e degli americani (protagonisti assoluti dei sogni di Nando Moriconi/Alberto Sordi, ma anche di tante altre pellicole del neo-realismo e della commedia italiana), mentre dall'altro unisce estrema destra ed estrema sinistra sotto l'egida antiamericana ed antimperialista.

Negli ultimi anni in particolare, dallo scoppio del conflitto in Siria, il Fronte Europeo per la Siria (che fa capo proprio alla galassia dell'ultradestra romana) ha trovato nella Capitale il palcoscenico principale: tra manifestazioni pro-Assad, sit-in di protesta contro l'intervento americano in Siria e manifesta solidarietà alla politica estera russa (sia in Siria che nella recente crisi in Ucraina), l'ultradestra ha rimpiazzato centri sociali e autonomi nella contestazione antimperialista (così come, nel panorama romano, anche nella battaglia sui diritti dell'abitare).

romastaconputin

Scene esilaranti, come quella volta che a Bush si fermò la macchina in via del Corso, ce ne sono state più volte: una cameriera mi raccontò, con dovizia di particolari, la cena che Michelle Obama e figlie ebbero nel 2009 in via delle Coppelle (il ristorante non lo riveliamo, casomai dovessero ripresentarsi. La ragazza mi raccontò di un "amore indiscusso" di Michelle per la carbonara e degli gnocchi ai formaggi letteralmente divorati dalle figlie)

    Non dimenticate di scaricare la Blogo App, per essere sempre aggiornati sui nostri contenuti. E’ disponibile su App Store e su Google Play ed è gratuita.
  • shares
  • Mail