L'eterna e squallida crociata del Nord contro la Capitale continua: il neo ministro Galan vuole chiudere il festival del cinema di Roma


Con l'arrivo del neo ministro alla Cultura del governo Berlusconi, Giancarlo Galan, uno che fino a ieri si occupava di cavoli, verza e pomodori, tutt'al più di acqua alta a Venezia quando era governatore del Veneto, si arricchisce di una nuova avvilente pagina la lunga storia che racconta la crociata del Nord contro Roma...

Ultimo tassello dell'eterna guerra, che parte con l'invenzione della Padania ed arriva alla proposta di trasferire i ministeri, passando per lo scippo decennale di Alitalia alla Capitale, è rappresentato dall'attacco del ministro al Festival del cinema di Roma. "Venezia- ha in pratica detto il ministro- è il Festival del cinema più antico del mondo. Certo, sarebbe ridicolo dire a Roma di non occuparsi di cinema, visto che è la patria di quel mondo, ma farne uno in concorrenza è stravagante. Visti i fondi a disposizione si rischia di indebolire entrambe le manifestazioni. Due festival sono troppi".

Dura e trasversale la replica dei rappresentanti istituzionali romani. Il compagno di partito del Pdl e sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha detto testuale che "il Festival internazionale del Film di Roma non si tocca" e che "visto che il Festival lo pagano innanzitutto sponsor privati ed Istituzioni del territorio, se continuare o meno a svolgere il Festival lo decide la città di Roma". Sintetico ma efficace il presidente della Provincia, Nicola Zingaretti: "L'attacco di Galan? Che noia! Il neo ministro non si è ancora insediato e già coglie l'occasione per attaccare la Festa del Cinema della Capitale, ma non si dovrebbe parlare senza cognizione di causa! Forse il ministro non sa che la Festa del Cinema raccoglie dal Ministero fondi solo per 200mila euro, a fronte dei 7 milioni concessi a Venezia".

Foto: Queimada

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