Emergenza rifiuti Roma: gli impianti 'interdetti' di Malagrotta, Ama, Cerroni e i tagli del governo per la differenziata

Cerroni continua a tenere le redini dell'emergenza dei rifiuti a Roma? Ama non paga per i rifiuti indifferenziati che continua a smaltire negli impianti di Malagrotta interdetti? Il governo taglia i fondi per la differenziata?

L'emergenza dei rifiuti per Roma è ancora piena di interrogativi, incertezze, limiti, misteri e schifezze. Non è novità per nessuno che la crisi dei rifiuti di Roma sia tornata a riversarsi negli "Impianti Co.la.ri. di Malagrotta", seppur interdetti dall'inchiesta sui rifiuti nel Lazio.

Un provvedimento che vieta alla pubblica amministrazione di stipulare contratti con l'azienda di Manlio Cerroni, agli arresti domiciliari dallo scorso gennaio per la medesima inchiesta, ma che l'ordinanza emessa dal sindaco della Capitale Ignazio Marino scavalca, consentendo ad Ama di continuare ad utilizzare gli impianti di trattamento meccanico biologico (Tmb) di Malagrotta per altri tre mesi, per smaltire le circa duemila tonnellate di rifiuti.che altrimenti rimarrebbero in strada (insieme a quelli che continuano ad arredarla, non solo nel video).

Emergenza Rifiuti Roma - ancora minacce da Cerroni

Stando a quanto riportato da RomaToday, il problema per il proprietario degli impianti è legato però al mancato pagamento del servizio, bloccato dalla municipalizzata capitolina incarica dello smaltimento dei rifiuti, tanto da spingere il signor Cecconi ad inviare una delle sue missive ad Ama, con la chiara minaccia di chiudere gli impianti senza compenso per il servizio reso.

Problema che non resta confinato a Roma, ma si estende anche ai Tmb di Albano (dove finiscono anche le circa 200 tonnellate di rifiuti indifferenziati al giorno che arrivano da Civitavecchia e i comuni affini), e la discarica di Roncigliano gestita dalla Pontina Ambiente, raggiunte dagli stessi provvedimenti emessi per gli impianti di Malagrotta, e richiederebbe l'intervento di un commissario per l'eventuale requisizione degli impianti, o di misure "emergenziali" che al momento nessuno sembra ancora pronto a prendere in considerazione.

Tra le 'patate bollenti' che rimbalzano su Ama ci sono anche le risorse per la raccolta differenziata tagliate dal “Salva Roma 3”, approvato dal governo Renzi, che ammontavo a 30 milioni di euro, per il preoccupato nuovo amministratore e presidente di Ama, Daniele Fortini

“Sono scomparsi 30 milioni di euro, per me è un segnale drammatico. Il nostro obiettivo è quello di arrivare al 50 per cento di raccolta differenziata entro fine anno e di realizzare gli impianti necessari, come quelli di compostaggio, per evitare di portare i rifiuti differenziati, come l’umido, fuori regione a 120 euro a tonnellata”

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