Termovalorizzatori e differenziata. Il futuro dei rifiuti a Roma dopo Malagrotta

Il futuro dei rifiuti a Roma? Un omino che bussa alle nostre porte chiedendoci i sacchetti della raccolta da riciclare ed una serie di termovalorizzatori, per la verità un po' inquietanti, che bruceranno tutto ciò che la nostra coscenza civile collettiva avrà dimenticato di differenziare nel cassonetto.

Quando manca ormai pochissimo al tramonto dell'era delle discariche, Malagrotta doveva chiudere il 1 gennaio 2007 ma resisterà ancora qualche mese, le ultime notizie che arrivano dal pianeta rifiuti le ha fornite il presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo, il quale ha presentato, per l'appunto, il piano regionale per la gestione del ciclo dei rifiuti.

Il rischio, ben inteso, è che Roma si trasformi in una Napoli bis, con cassonetti eruttanti sacchetti maleodoranti e colonne di fumo alla diossina sopra i nostri cieli. Per evitare questa apocalittica visione, che sarà certamente evitata, Marrazzo ha così sentenziato: la raccolta differenziata dovrà aumentare di molto (e in tale direzione vanno anche le mosse dell'amministrazione capitolina che hanno inaugurato l'era della raccolta porta a porta in alcune aree sperimentali) e la costruzione di 5 termovalorizzatori in diversi punti della regione.

Basterà? Tutto in realtà dipende da noi. Più ci mettiamo in testa di dover riciclare il più possibile e quindi più differenziamo la nostra spazzatura, meno rifiuti esisteranno e meno termovalorizzatori veranno in futuro, magari fino al punto di spegnere quelli che oggi si stanno per costruire. Con buona pace di noi cittadini romani.

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