Caffé della Pace sotto sfratto, ecco come salvarlo

Lo storico Caffé della Pace è a rischio sfratto. In tanti si battono per salvarlo. E' partita una raccolta firma. Si può firmare anche online.

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Chi non conosce il Caffè della Pace a Roma? E' l'ennesimo pezzo di storia che rischia di scomparire. La famiglia Serafini, che lo gestisce da 60 anni, è sotto sfratto esecutivo da parte della proprietà, un istituto religioso tedesco.

In tanti si sono attivati per non perdere il l'Antico Caffè Della Pace, locale storico, frequentato da musicisti, registi e scrittori.

Un sit-in, un vertice in Campidoglio, una mozione in Consiglio comunale ed un'interrogazione parlamentare. Il vice presidente vicario dell'assemblea capitolina Franco Marino ha ribadito:

"La necessità di evitare a tutti i costi la chiusura. Per combattere la desertificazione di negozi e botteghe storiche sosterremo attivamente ogni sforzo per trovare in tempi rapidi e certi una soluzione a difesa di questo ritrovo dei romani, degli artisti e dei tanti viaggiatori che approdano nella città eterna, da affiancare all'iniziativa per la raccolta di 50 mila firme"

Per il presidente dell'associazione Botteghe Storiche, Giulio Anticoli, bisogna:

"difendere questa attività, che non è solo commerciale, ma un bene culturale. Che peraltro dà lavoro a oltre trenta famiglie. Del resto sono proprio realtà come queste a contribuire alla grande bellezza di Roma. E ho invitato tutti ad andare a prendere un caffè al Bar della Pace per respirare l'atmosfera della dolce vita che ancora magicamente si percepisce tra quei tavoli".

C'è poi l'interrogazione al ministro dei Beni Culturali Franceschini, primi firmatari la senatrice del Pd Daniela Valentini e Manconi, in cui si denuncia come:

"Il Caffè della Pace, ospitato in un palazzo di proprietà dell'Istituto Teutonico Santa Maria dell'Anima, viene scandalosamente cacciato dal luogo che lo ha ospitato per oltre cento anni, per lasciare spazio a qualcosa che sicuramente spegnerà le luci eleganti di quella piazzetta dove Ungaretti, Monicelli, Fellini e tanti altri, hanno consumato i loro tè, traendo magari ispirazioni da quel contesto, del quale l'Antico Caffè è stato sempre il principale protagonista fin dal 1891"

La raccolta firme (ne servono 50mila) è partita e viene promossa da tutti, dalla Lista Marchini, dalle Lupe Roma, associazione degli esercenti del centro storico. Si può firmare anche aderendo alle petizioni sul sito ufficiale del Caffè della Pace. Oppure passare direttamente a farlo in via della Pace.

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