Aldo Moro, 36 anni dopo la strage: Napolitano e Marino alla commemorazione in via Fani

Alla cerimonia di commemorazione hanno preso parte il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il ministro della Giustizia Andrea Orlando e il sindaco di Roma Ignazio Marino.

Esattamente 36 anni fa il Presidente della Democrazia Cristiana Aldo Moro veniva rapito da un commando di brigatisti in via Fani a Roma, all’incrocio con Via Stresa, e uccisero i cinque uomini della scorta che si trovavano con lui.

Oggi, come ogni anno da quel tragico 16 marzo 1978, il mondo politico italiano si è speso per commemorare l’accaduto e ricordare le cinque vittime della strage: il Maresciallo dei Carabinieri Oreste Leonardi, l’appuntato Domenico Ricci, il brigadiere Francesco Zizzi, e gli agenti Raffaele Jozzino e Giuliano Rivera.

Alla cerimonia hanno preso parte il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il ministro della Giustizia Andrea Orlando e il sindaco di Roma Ignazio Marino, che hanno depositato delle corone di fiori proprio lì, in via Mario Fani, nel quartiere Trionfale.

E proprio il sindaco Marino, al termine della cerimonia, ha speso qualche parola per ricordare una delle pagine più importanti della storia del nostro Paese:

E’ importante che noi ricordiamo da un lato il sacrificio di servitori dello Stato che caddero qui con coraggio, dall’altro che la violenza e il terrorismo trovano purtroppo sempre nuovi semi. E noi dobbiamo insegnare con la memoria ai nostri ragazzi che le soluzioni per le grandi sfide dei nostri tempi si trovano attraverso percorsi di pace. Percorsi di sangue e violenza vanno sempre isolati e ripudiati.

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Il breve discorso del sindaco è proseguito con un ricordo personale, il racconto di come, 36 anni fa, visse in prima persona quella giornata:

Il 16 marzo del 1978 è uno di quei ricordi che si fissano nella mente in modo indelebile. Io ricordo che mi trovavo nel reparto di emodialisi del policlinico Gemelli. Lì c’era un televisore. Hanno interrotto le trasmissioni per annunciare che era successo un fatto molto grave a poche centinaia di metri dal Gemelli. In quel momento non si comprendeva ancora cosa fosse accaduto ma si disse che riguardava il presidente Moro e la sua scorta. Poi ricordo cosa accadde in città nelle settimane successive, il clima cupo in cui cadde la Capitale e la Nazione. Spesso percorrevo queste strade e qui c’erano posti di blocco che chiedevano, magari ad un giovane medico come me che tornava di notte dall’ospedale, di aprire il portabagagli per perquisire la macchina.

Ad accompagnare il sindaco, stamattina, c’erano anche il commissario straordinario della Provincia di Roma Riccardo Carpino e l’assessore alle Pari opportunità e Sicurezza della Regione Lazio Concettina Ciminiello.

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