Manifesti abusivi: contro 'Cartellopoli' arriva un comitato pubblico. Cittadini in incognito per monitorare le affissioni fuorilegge

Cartellopoli: i manifesti abusivi a Roma

Ne abbiamo parlato ancora una volta raccontandovi i cambiamenti dovuti al decreto "Milleproroghe", il nostro Pasquino ne ha fatto una battaglia 'personale' durante il periodo elettorale, abbiamo tenuto d'occhio il Piano Regolatore degli impianti pubblicitari a partire dall'annuncio dato dal Comune: eppure le affissioni fuorilegge sono un tema che - purtroppo - non smette di affliggere la Capitale.

Fedele al motto "Chi fa da sé fa per tre", un comitato di volontari ha deciso di provare a dare una svolta alla situazione. "Le associazioni stanno ‘pattugliando’ il territorio", spiegano. "Andiamo a caccia di manifesti abusivi e li segnaliamo direttamente al Comune". Nessun 'segno' riconoscibile, niente 'pettorine' o divise. Questi liberi cittadini si aggirano per le strade, tengono traccia degli abusi e comunicano col Campidoglio.

Vere e proprie "sentinelle antidegrado", hanno anche presentato una delibera popolare (qui il testo) contro i cartelloni abusivi e - 'manco a dirlo - la risposta delle istituzioni è stata entusiasta. Da fine gennaio è stato aperto appositamente un canale preferenziale a disposizione delle associazioni romane per "segnalare difformità, abusi e impianti da verificare". Risponderà (?) poi il Comune con "verifiche rapide e accurate, ed eventualmente sanzioni e rimozioni".

Ci chiediamo (e vi chiediamo): è giusto? La città è di tutti, il senso civico è importante e per mantenere il decoro è fondamentale il buon esempio e l'impegno di ciascuno, ma è corretto che siano i cittadini e non le istituzioni ad impegnarsi per segnalare le infrazioni alle normative e a districarsi tra gli interessi economici che alimentano lo scempio dei manifesti abusivi?

Certo in qualche modo bisogna far fronte alle situazioni esasperanti (fatevi un giro sul blog del Comitato "Basta Cartelloni" per avere ulteriormente la misura del disagio), eppure forse basterebbe un serio 'giro di vite' o - per lo meno - evitare con cura provvedimenti come quello contenuto nel decreto "Milleproroghe". Cosa ne pensate?

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