Truffatori a Roma, Franco Bechis beffato: "Sono un pollo"

Il giornalista di Libero e la 'sòla' da 250 euro: "A Frà, so er fijo de Projetti"

Guardate ed ascoltate la storia che racconta il giornalista di Libero Franco Bechis, che pochi giorni fa a Roma ha subito una delle truffe più banali, e forse proprio per questo più efficaci, che incredibili personaggi mettono teatralmente in piedi in giro per la città.

Una sòla da 250 euro, certamente cifre non degne di un copione cinematografico bensì di una sana e teatrale commedia all'italiana: il giornalista viene avvicinato, dopo un prelievo al Bancomat, da un anonimo e benvestito giovane che con fare spigliato comincia letteralmente a rimbambirlo di chiacchiere.

"So 'r fijo de Projetti Frà, nun te ricordi de Projetti? Mò c'ho 'na sartoria, che te serve?"

Possiamo solo immaginare come si sia svolta realmente la scena, ma è facile che una fantasiosa ricostruzione possa essere molto simile all'originale: l'identikit del medio truffatore "da strada" infatti, o almeno il classico identikit che forniscono le questure, è quello di un uomo spigliato, cortese, simpatico, ben vestito. Magari un po' "paesano", che non guasta in simpatia.

Il giornalista, letteralmente travolto dalle chiacchiere e dalle domande del truffatore, in un vortice di toccamenti, offerte, insistenze, complimenti e domande personali si ritrova alla fine con un pacco di stracci sul sedile dell'auto e con l'uomo abbracciato a se, che con abile maestria sfilava all'ignaro giornalista 200 euro appena prelevati dall'interno della giacca.

Ovviamente il giornalista è rimasto ignaro di tutto (anche del fatto che nel sacco ci fossero stracci e non camicie di sartoria).

Prima di fare "er vento" c'è però tempo per l'ultima, incredibile, beffa: avevamo iniziato questa piccola storia con un prelievo al Bancomat di 250 euro e l'abbiamo quasi terminata con un furto con destrezza da 200 euro.

I restanti 50, ben saldi tra le dita della penna milanese, vengono adocchiati dal truffatore che con un guizzo felino se li accaparra e, con uno sguardo, dice a Bechis:

"Questi sò pe' la benzina che sto a secco!"

Ed eccolo infine in auto, il buon Franco Bechis, con l'aria un po' stralunata che racconta della sua disavventura allo spettatore. Rientrato in auto un po' contrariato per il "soffio" dei 50 euro, solo a cose fatte il giornalista si è accorto della magra sorpresa che (non) contenevano più le sue tasche.

Tutte le truffe a Roma

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