Ndrangheta a Roma, sigilli al Caffè Fiume

Il sequestro della Dia richiesto dalla procura di Vibo Valentia: la 'ndrangheta sempre più presente a Roma

La Direzione Investigativa Antimafia, su ordine della procura di Vibo Valentia, ha sequestrato e messo i sigilli al famoso Caffè Fiume di via Salaria 55: il decreto di sequestro d'urgenza di beni, che ha riguardato numerose attività commerciali nella Capitale, vede nei sigilli al Caffè Fiume la misura più eclatante.

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Ma il sequestro riguarda anche alcune auto di lusso, dei terreni in vibonese e numerose attività per un valore complessivo di oltre 7 milioni di euro. Il decreto, emesso dal Tribunale di Vibo Valentia, Sezione Misure di Prevenzione, su richiesta del Direttore della Dia, Arturo De Felice, ai sensi della normativa antimafia, è stato emesso nei confronti di Saverio Razionale, nato a San Gregorio d'Ippona (Vibo Valentia) e residente nella Capitale, considerato una delle teste di legno della 'ndrangheta a Roma.

"Il Caffè Fiume situato a Roma in zona Piazza Fiume (da cui prende il nome) ha un elevatissimo standard qualitativo ufficialmente riconosciuto da clienti e media specializzati.
La prestigiosa rivista "Il Gambero Rosso", specializzata nella ristorazione, da diversi anni segnala il Caffè Fiume come un dei migliori bar d'Italia. Professionalità e cortesia del personale, elevata qualità dei prodotti, massima igiene, eleganza e raffinatezza, fanno del Caffè fiume il Bar classico dove i clienti non sono solo clienti ma graditi ospiti speciali."

Questa è la descrizione, sul sito ufficiale, del Caffè Fiume, uno dei bar più prestigiosi del quartiere pinciano/salario. La cosca vibonese dei Mancuso riciclava nell'attività i proventi dell'usura e delle numerose attività illecite. Come si legge in una nota della Dia:

"Saverio Razionale 53enne di San Gregorio d'Ippona, salito al vertice della cosca negli anni 80 dopo l'attentato in cui perse la vita in un agguato a Pizzo (Vibo Valentia) il precedente capo cosca Gasparro Giuseppe detto 'Pino u gatto', agguato in cui egli stesso rimase ferito era divenuto un elemento di riferimento per tutte le attività dell'organizzazione criminale, dalle estorsioni, all'usura, al riciclaggio, oltre ad essere coinvolto in alcuni gravi fatti di sangue accaduti nel territorio. [...] Trasferitosi a Roma nel 2005, dopo il suo arresto e la successiva scarcerazione per scadenza dei termini di custodia, per sfuggire alle attenzioni delle Forze di Polizia, era riuscito a dar vita, nella Capitale, ad una rete criminale specializzata nel reinvestimento di proventi illeciti in beni immobili ed attività commerciali, nonchè nel condizionamento/infiltrazione degli appalti, tramite società di comodo."

Nell'attesa della rideterminazione della pena, il provvedimento odierno consente di congelare nelle mani dello Stato il tesoro economico di Razionale, evitando che questi, nelle more della decisione dell'Autorità Giudiziaria, se ne potesse disfare.

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