I live you ti vive al teatro Olimpico

I Live You - Roma - Teatro Olimpico

Durerà per pochi giorni ancora (fino al 6 Marzo). Almeno sul palco del teatro Olimpico. Vale la pena di farci un salto, per non dire un "volo". Sì, perché I live you assomiglia quasi ad un viaggio leggero che sfrutta la moderna comunicazione tecnologica per sviluppare una delle qualità meno utilizzate e più rare del giorno d'oggi: la fantasia.

Non credo che il gigante Walt Disney si offenderebbe troppo nell'ammettere che il suo geniale e rivoluzionario "Fantasia" riviva a tratti in questa sperimentale messa in scena. La molla è simile: Fondere immagine e suono, ma in questo caso, ecco perché occorre il palcoscenico col suo coro ditirambico di spettatori, anche l'uomo, in carne ed ossa.

Forse alcuni aspetti, di origine circense e ballerina, sono già ampiamente conosciuti dalla platea, ma l'impatto che si cerca è decisamente più attuale. Per meglio dire, più digitale. Il nostro tempo non verrà ricordato come quello dell'oro nero, come molti apocalittici ripetono, ma come quello della Rivoluzione Digitale (che tra l'altro non deve essere interpretata necessariamente come un qualcosa di giusto).

I Live You - Roma - Teatro Olimpico
I Live You - Roma - Teatro Olimpico
I Live You - Roma - Teatro Olimpico
I Live You - Roma - Teatro Olimpico

Gli atti della performance sono comunque originali, soprattutto il primo: Kaleidoscope, un gruppo che viene da Londra e danza manipolando i laser. Tre ballerini giocano con effetti luminosi fluttuanti nell’aria. I led accendono il pubblico. Sono quasi ipnotici. Fa capolino perfino la nostalgia: Ricordate il mitico dirigibile della Good-Year fra i cieli romani?

Un altro trio multimediale, i Coloro (svizzeri, non è un caso, pensate alla scatola dei pastelli Caran d'Ache), è invece alla prima esibizione in Italia. Raffinati giocolieri ed acrobati, si muovono in bilico fra sogno ed arte, strizzando l'occhio al grande Magritte (a cui lo spettacolo non sarebbe certo dispiaciuto) e al genio di Wittgenstein. Continuo il rimando fra reale e virtuale che si fondono e confondono per un disorientamento divertente.

Il trucco principale per il quale i loro corpi diventano schermi sui quali un nuovo mondo prende vita, ce lo racconta il regista, Romano Marini Dettina, in prima persona: Si tratta di un'applicazione dovuta alla scoperta di un ragazzino che rovesciando il telecomando di una famosa consolle da videogioco, ha scoperto un sistema di proiezione a riconoscimento del corpo.

Difficile da spiegare. Molto più facile ed esilarante vederlo. Praticamente i loro corpi diventano schermi perfetti, senza sbavature. Alla famiglia di I live U, partecipano anche il mimo illusionista americano Michael Menes (Cirque du Soleil – Cirque Voila! - Legs) e i ragazzi del Modulo Project. Una factory di danza molto attenta alle sonorità che attirano milioni di persone al più antico modo di espressione creativo dell'uomo: il ballo.

La voce di Riccardo Rossi, uno dei doppiatori più importanti in Italia (Tom Cruise, Johnny Depp, Ben Affleck, Matt Damon, Jude Law... ma uno sfigato lo farà?), accompagna tutti durante lo spettacolo, che onestamente, non è pretenzioso e scivola fresco fra la gente che esce dal teatro un po' più vogliosa di fluttuare con l'immaginazione. In altre parole: Un po' più giovane.

I Live You - Roma - Teatro Olimpico
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