Inquinamento a Roma: nuovi dati di Legambiente. Siamo vittime dello smog

Traffico a Roma

I dati arrivano dal progetto Aphekom, sono stati presentati a Parigi e coordinati dall’Istituto Francese per la Sorveglianza della Salute Pubblica (InVS), risultato di ben tre anni di lavoro sull’inquinamento atmosferico e il suo impatto sulla salute. Sessanta ricercatori in venticinque città europee, hanno evidenziato i numeri di quanti potrebbero essere salvati da morte per smog riducendo l'esposizione alle polveri sottili.

Per l'Italia è stata scelta Roma e le notizie non sono affatto buone. Il 23% dei residenti vive a meno di 75 metri da una strada ad alto traffico e il forte inquinamento nell’area di residenza è direttamente responsabile dell’11% dei casi di aggravamento di asma nei bambini, del 18% di problemi acuti negli anziani affetti da bronco pneumopatia cronico ostruttiva, e del 23% di problemi acuti negli anziani malati di malattie coronariche. La cifra finale spaventa: 1278 morti all'anno (997 per cause cardiovascolari) potrebbero essere evitate.

La soluzione è relativamente semplice: ridurre il livello di polveri sottili a 10 microgrammi per metro cubo (che è poi il livello raccomandato dalla Organizzazione Mondiale della Sanità). Invece, nonostante i continui richiami e le denunce di Legambiente, il traffico a Roma è sempre sulla soglia di guardia e finisce per provocare malattie e disturbi.

Scontro prevedibile tra ecologisti e Assessorato all'Ambiente: da un lato si lamenta la mancanza di seri programmi per la mobilità e la sostenibilità, dall'altro si banalizzano le proteste come 'facili allarmismi' e si sottolineano i valori standard (distinguendo tra polveri sottili e pm10). Al netto delle polemiche e delle politicizzazioni, restano i dati e non sono incoraggianti. Sempre più frequenti gli stop alla circolazione per far fronte alle emergenze dei livelli, sempre più frequenti i casi di malattia registrati. Aspettiamo le sanzioni dell'Europa?

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