Martedì 8 Marzo a Roma: dicendo basta ad ogni forma di violenza

Change Begins Here_Self-portrait Girl

L’8 marzo si avvicina e ovunque si sentono grida e iniziative che inneggiano alla lotta alla violenza, dal Colosseo illuminato, che ormai mi provoca l’orticaria solo a passarci davanti, al corteo notturno di signore in CARNEvale e OSSA, dalla piazza virtuale a quella reale, dal museo alla Casa Internazionale delle Donne.

Non vi preoccupate non c’è nessuna rivoluzione nell’aria, perché la violenza fa talmente parte della nostra natura e delle nostre esistenze, come gli istinti inconfessabili ed i bisogni irrinunciabili, da spingerci a tollerare l’inaccettabile e ignorare tutto quello che rimane ‘silenzioso’, e la violenza più pericolosa non si vede, donne e uomini di tutte le età e condizioni sociali lo sanno bene, perché lascia cicatrici invisibili che bruciano per tutta la vita.

Indipendentemente dal grado di violenza esercitata, siamo tutti perfettamente in grado di fare parecchio male, uomini e donne, vecchi e bambini, di qualsiasi etnia e credo, il più delle volte non facendo niente, quindi ogni giorno è buono per dire basta alla violenza, tutta la violenza, raggiungendo un compromesso con la propria natura e quei limiti che ogni uomo e donna ‘deve’ imparare a non superare, rivoluzionando l’ordine delle cose e di certo quello delle priorità.

Rompere schemi e modelli culturali in un’epoca che si specchia nelle simulazioni, e passa tanto tempo connessa senza comunicare niente, non è certo una cosa semplice da fare, e ha bisogno di rivoluzioni sostenibili e armi (metaforiche) convincenti, per operare un cambiamento duraturo in ogni singolo individuo che confluisce nella massa, però se questa non diventa una ragione per non provarci, oggi o l’8 marzo potrebbero essere giorni buoni come un altro, non aspettate!

Cercate in giro gli strumenti e gli alleati della vostra rivoluzione personale, dal coraggio per dire no a chi si aspetta un si, all’individuo che ha la stessa voglia di cambiare davvero certe cose magari insieme a voi, e se poi l’8 marzo li trovate in corteo con il gentil sesso, a casa con la vostra corte dei miracoli, in questura per denunciare una violenza, a Ponte Sisto con il Join Me On the Bridge, alla casa del Jazz "Da Donne a Donna" con Gabriella Ferri, Fernanda Pivano e Alda Merini, o al ritmo di Rock Against Violence poco importa, perché quello che conta di una rivoluzione sono gli effetti che provoca.

Foto | Flickr

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