Gita fuori porta: a Ronciglione per il Carnevale


Gli altri non ce ne vogliano, ma nel weekend più pazzo dell’anno, cioè quello di Carnevale, non si può proprio evitare una gita in quel di Ronciglione, paesino in provincia di Viterbo, situato lungo la via Francigena, dove si svolge il Carnevale più famoso del Lazio, imparentato strettamente con quello romano, rinascimentale e barocco.

I festeggiamenti, in realtà, sono iniziati già ieri, con la cosiddetta Cavalcata degli Ussari del giovedì grasso, che ripercorre una storica cavalcata dei soldati francesi, molto raccontata nel teatro tradizionale. Siete ancora in tempo, però, per le altre manifestazioni: domani infatti ci saranno le Corse a vuoto, in cui 18 cavalli appartenenti a 9 scuderie, ossia contrade diverse, si sfideranno in diverse batterie in vista del gran finale di martedì.

In realtà, la corsa a vuoto che ha luogo durante il Carnevale è detta Palio della Manna, anche per distinguerla dall’altra che si corre, invece, in agosto, in onore del Santo patrono che è San Bartolomeo. Analogamente all’assai più famoso e grandioso Palio di Siena, anche questa corsa è una stracittadina, in cui i cavalli vengono ‘scossi’, cioè corrono senza fantino, per le vie del centro storico tra asfalto e pavè e devono oltrepassare una stretta porta, chiamata il cantone del gricio e superare la salita di Montecavallo. Per riuscire nell’impresa si allenano tutto l’anno.

La domenica il programma di festa è più tranquillo: nel pomeriggio è prevista la sfilata dei carri allegorici allestiti dai mastri artigiani della città, che fanno bella mostra di sé accompagnati da gruppi in maschera e bande musicali. La festa prosegue poi lunedì con le confraternite locali che offrono buon vino ai visitatori, ma anche generi di conforto dalle succulenti fattezze di maccheroni, polenta e fagioli, cioccolata.

Il clou, come d’obbligo, arriva martedì grasso, con la finale della corsa ai vuoto e relativa premiazione nella sala del Consiglio nel Palazzo comunale. Infine, la Compagnia della Penitenza cattura Re Carnevale e lo caccia dalla città legandolo a un pallone aerostatico che vola via, consentendo così la realizzazione dei desideri di buon raccolto per i contadini. Di sera, quindi, il Veglionissimo per dire addio, almeno fino all’anno prossimo, al re del carnevale, con musica, vino e balli in costume fino all’alba.

Ronciglione, però, non è tutta qui: se avvertite la necessità di ritagliarvi spazi per voi lontani dalla confusione, potete visitare La Rocca I Torrioni, che risale all’Alto Medioevo e nella quale soggiornarono diversi Papi, oppure rifugiarvi nella quiete delle numerose chiese: oltre al Duomo c’è la Chiesa di Santa Maria della Provvidenza, Sant’Eusebio e Sant’Andrea.

Fra gli altri monumenti cittadini citiamo la Fontana Grande attribuita al Vignola e Porta Romana, che divide il centro dall’aera sorta a sud, verso la capitale. Una visita, soprattutto se siete credenti, la merita anche la Casa museo della venerabile Mariangela Virgili, terziaria carmelitana dell’Antica Osservanza, che è il personaggio storico più conosciuto di Ronciglione, insieme all’attore Ettore Petrolini, il cui padre era di qui.

Infine, nei dintorni c’è il Lago di Vico, area di enorme interesse naturalistico, che è il lago vulcanico meglio conservato. Pensate, però, che in epoca etrusca la sua dimensione fu dimezzata attraverso la costruzione di un canale che aveva come obiettivo rendere fertile una zona lontana. Che geni, quei nostri antenati!

Foto | Flickr

  • shares
  • Mail