Parcheggi a Roma: il "Panama Giardini" è solo una voragine (per ora?)

Cantiere Parioli Panama Giardini

Sappiamo tutti quanto sia cronico il bisogno di parcheggi della Capitale. Sappiamo quanto sia estenuante la ricerca di un posto auto e di come - in mancanza di spazio per lasciare l'automobile - le strade romane diventino una sorta di partita a Tetris in cui far combaciare doppie e talvolta triple file. Sappiamo tutti anche che sarebbe meglio avere una rete di mezzi pubblici adeguata, così da abbandonare l'uso di macchine, moto e motorini, ma per il momento, la costruzione di parcheggi sembra essere l'unico modo per arginare traffico e sosta selvaggia.

A Roma però succede anche di peggio. Parcheggi costruiti e poi inutilizzati, oppure interdetti a lavori iniziati. E' il caso di quello che avrebbe dovuto decongestionare i Parioli a ridosso di Villa Ada. Battezzato "Panama Giardini" (dal nome della via attigua), prometteva 497 posti auto nell'area tra viale Romania, via del Canneto e il parco Rabin.

"Avrebbe dovuto", visto che i tredicimila metri quadri di verde spodestati dal cantiere sono ora sotto sequestro. Dopo undici (lo ripetiamo: undici) mesi, è arrivata la denuncia dei vigili urbani del II Municipio. Niente fondamenta, sigilli e una voragine. L'ordinanza parla di speculazione, mancati permessi (esiste solo una "Dichiarazione di inizio attività") e l'accusa di aver costruito di propria iniziativa e al di fuori del Pup del Comune di Roma.

Insomma: sembra che si siano costruiti il parcheggio a proprio uso e consumo," all'interno di una delle più importanti ville storiche" e in un'area "adibita a parco alberato". Delirante. L'unico interrogativo che viene da porsi è: vista la portata dei lavori, la zona così rilevante, la semplice "Dichiarazione di inizio attività", com'è possibile che sia stato necessario quasi un anno per accorgersene e intervenire?

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