La Tana della Lupa: Il cambio d'alibi non cambia il film


La "Traggica" prosegue a dare spettacolo. Per gli altri. Devo dire che se un tifoso di qualunque altra squadra (praticamente in Italia ci detestano tutti tranne forse quelli del Toro) si vuole fare due sane risate, basta che si metta a vedere una partita della Roma.

Dopo il miracolo di Bologna (santificato anche dall'arbitro), in molti si erano illusi che qualche cosa stava almeno tornando in ordine. Per esempio ordine tattico, quello fisico è impossibile. Già perché ora non possiamo fare gli ipocriti. Se Ranieri è stato messo al muro per certe scelte abominevoli, dobbiamo ammettere che Vincenzino ieri ha fatto diversi errori.

Intanto mi chiedo perché abbia rinunciato a partire con i 3 davanti (diamine, era il Parma!). Ad inizio gara c'era Brighi al posto di Menez. Appunto... Ad ogni modo, l'altro Brighi ci concede un rigore per senso di colpa (prima ne nega uno spaventoso su Totti, dove c'era anche il rosso per l'ultimo uomo), poi Juan torna a indovinare la porta e siamo 2 a 0.

Bene. Anzi male, ormai si deve pensare. Più su andiamo, peggio sarà. E' la regola. Così quando si rompe Pizarro (e qui ci si sarebbe da aprire un'inchiesta su i tanti moralisti che l'avevano condannato per i suoi "falsi problemi": chissà cosa pensano ora) si spegne la luce.

Finisce ancora una volta il fiato. Ma si annebbia soprattutto il cervello. La doppietta da guinnes dei primati di Amauri in 5 minuti arriva mentre esce Totti, l'ultimo faro. Inserire Menez in questi casi assomiglia al seppuku di Ranieri a Genova.

Stai vincendo, ma sembra che vuoi recuperare. Tra l'altro Jeremy libera la fascia sinistra, perché se ne va dove vuole, e lascia il roscio moscio nel marasma che lo accompagna ormai da inizio stagione. Non è un caso che becchiamo il pareggio di nuovo dalla sua parte.

Ed ecco la solita scenetta comica. I soliti imbranati dietro (Doni valeva la pena il Bertagnolicidio?). Il solito vuoto in mezzo. La solita evanescenza davanti. Persino in superiorità numerica. Anzi il Parma rischia il vantaggio in contropiede. E i nuovi malumori sono uguali ai precedenti. Stufano già.

Ora l'unica domanda che ci sovviene è: Riusciranno i padroni del giocattolo rotto (il campionato italiano) ad impedire all'Udinese di centrare l'ultimo, meritatissimo posto dell'ultima stagione omaggio Europa?

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